Archive for ottobre 2009

Quotidiano+Net+-+Caso+Cucchi%2C+foto+choc+La+Procura+indaga%3A+ipotesi+omicidio+preterintenzionale

ottobre 31, 2009

Quotidiano+Net+-+Caso+Cucchi%2C+foto+choc+La+Procura+indaga%3A+ipotesi+omicidio+preterintenzionale.

CUCCHI:IL LIBRO DELLA SUA VITA TRANS-TORIA DELLA SINISTRA RINCORRENDO LA GAZZELLA. I guanti di velluti li usano i Cavalieri, mentre il Cavaliere Waterloò l’ha ricevuto da riva Gauche di Senna che vanno a sbattere sotto i ponti di Tor di Quinto, perchè intrapresi un rivolo di Marx: fu così col Psi di Craxi ed io, che ero “ dentro, “ vedevo e sentivo, odori e puzza di chi, stava in Droite e Gauche, evidente erano di gauche quelli che si univano votando con i franchi tiratori, oggi Voltagabbana, Iscariota e Bruto che tradisce la memoria del padre: tutti ringraziati dalle Guardie Rosse trovando le “ Mani Pulite ” come Mao Tse Tung la sua gerarchia Comunista, furono promossi scavalcando la Democrazia e montagne del Mugello diritto nell’Istituzione ed affidando il potere direttamente a gruppi di giovani, che mettevano in piedi dei Tribunali con megafoni di giga herz, come al G8, Telekabul, Noglobal! Altro, affermare che Silvio Berlusconi è mafioso, Videla o Ahmadinejad, affermando che Hamas, poiché eletti, non sono angioletti kamikaze “ resistenti ” o meglio, alcuni scaraventati in Parlamento perché fulminati sulla Via di Damasco ma proveniente dall’Iraq non facendo i Kamikaze, ma con Molotov molov gambizzamenti con P38, per fortuna senza Katiuska, qassam, grad, polonio 210 non ancora sul mercato morte Rossa: BR! Dal 1994 Berlusconi sta subendo angheria alla grande e sembrava che “ serpente Rosso ” avesse mozzato la testa, ma come si sappiamo, il battaglio scodinzola anche con coda di un serpente, stonato per non accettare il declino, così come il Morbo di Parkinson trema e l’Esercito non Popolare di liberazione contro il Mafioso Arcoreano, perché, occupa la loro Nanchino sia pure per furore di Popolo! Eccoti il Centro Casinista, fa apparizione da guest Starr il Kenneth fustigatore Usa e Getty Caltagirone’s, che dimentica le Mele, per una campagna d’accerchiamento e sterminio: Tangentopoli cominciò così il 17 febbraio ‘92, ma non approdò glorioso. Altri, Trivulziani ed Omega senza nemmeno il fascicolo virtuale n.9520: peccato solo che siamo in Italia, in Usa sarebbero in galera! Così niente sostegno e, non affrontano il fiume Sangken, ove nel 1992 splendeva il sole del pm Antonio Di Pietro, oggi stramilionario alla faccia di poveri cristi non arrivano alla fine del mese, Schiavettones, ha i Valori Mercedes, cellulare ed I pood. Infatti, non ha l’aiuto del gran vecchio Rosso per non ferire lo status meglio degli anni quo del ’60. In poche parole, cchisse i restaurazionisti, vogliono bandire in Pubblica Piazza Rossa come avvenne a Tienanmen! Ora vogliono imporre lo stesso nome alla Piazza del Popolo del Pec ( Partito Comunisti e Cooperative ) e finirla con “ banda dei quattro “ del Pdl? Ma sarà dura, il libro “ Fateci sognare ” capitolo “ Resistere, resistere, resistere, su Silvio Berlusconi per rivoltare solo il suo calzino? ” fallirà, si facciano votare, poi se sbagliano rispondono di persona: questo si chiama Democrazia e i Valori sono applicare le Leggi che il Parlamento emana! By Vincenzo Alias Il Contadino. Matera. COLPA DEL GOVERNO BERLUSCONI? Dossier: Popolazione detenuta: situazione al 16 giugno 2009 totali 63.460 Totali Elenco detenuti dal 2000 al 2009 Suicidi: 2009 59 morti 146. Totale 543 morti 1.529 aumento del 25%. Da aggiungere i “ 10 di Mani Pulite ” http://www.istitutosanti.org/public/file/comunicato_suicidi.pdf http://www.ristretti.it http://vincenzoaliasilcontadino.ilcannocchiale.it/ By Vincenzo Alias Il Contadino. Matera.

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IL LIBRO DELLA SUA VITA TRANS-TORIA DELLA SINISTRA

ottobre 31, 2009

 

TG-CAMPESITO

AND Vincenzo Alias Il Contadino Show! 



Con l’aiuto del nostro Vincenzo Alias Il Contadino dal PSI di Bettino Craxi alla Zona 4 di Milano, per ben due volte. Foto sotto scattata da Jiri.
STAGE AL PARLAMENTO EUROPEOSTAGE AL PARLAMENTO EUROPEO COL MINISTRO CARLO TOGNOLI ED ELETTI NELLE LISTE SOCIALISTE DELL’UNIONE.

Il libro della sua vita trans-toria della Sinistra

I guanti di velluti li usano i Cavalieri, mentre il Cavaliere Waterloò l’ha ricevuto da riva Gauche di Senna che vanno a sbattere sotto i ponti di Tor di Quinto, perchè intrapresi un rivolo di Marx: fu così col Psi di Craxi ed io, che ero “ dentro, “ vedevo e sentivo, odori e puzza di chi, stava in Droite e Gauche, evidente erano di gauche quelli che si univano votando con i franchi tiratori, oggi Voltagabbana, Iscariota e Bruto che tradisce la memoria del padre: tutti ringraziati dalle Guardie Rosse trovando le “ Mani Pulite ” come Mao Tse Tung la sua gerarchia Comunista, furono promossi scavalcando la Democrazia e montagne del Mugello diritto nell’Istituzione ed affidando il potere direttamente a gruppi di giovani, che mettevano in piedi dei Tribunali con megafoni di giga herz, come al G8, Telekabul, Noglobal! Altro, affermare che Silvio Berlusconi è mafioso, Videla o Ahmadinejad, affermando che Hamas, poiché eletti, non sono angioletti kamikaze “ resistenti ” o meglio, alcuni scaraventati in Parlamento perché fulminati sulla Via di Damasco ma proveniente dall’Iraq non facendo i Kamikaze, ma con Molotov molov gambizzamenti con P38, per fortuna senza Katiuska, qassam, grad, polonio 210 non ancora sul mercato morte Rossa: BR! Dal 1994 Berlusconi sta subendo angheria alla grande e sembrava che “ serpente Rosso ” avesse mozzato la testa, ma come si sappiamo, il battaglio scodinzola anche con coda di un serpente, stonato per non accettare il declino, così come il Morbo di Parkinson trema e l’Esercito non Popolare di liberazione contro il Mafioso Arcoreano, perché, occupa la loro Nanchino sia pure per furore di Popolo! Eccoti il Centro Casinista, fa apparizione da guest Starr il Kenneth fustigatore Usa e Getty Caltagirone’s, che dimentica le Mele, per una campagna d’accerchiamento e sterminio: Tangentopoli cominciò così il 17 febbraio ‘92, ma non approdò glorioso. Altri, Trivulziani ed Omega senza nemmeno il fascicolo virtuale n.9520: peccato solo che siamo in Italia, in Usa sarebbero in galera! Così niente sostegno e, non affrontano il fiume Sangken, ove nel 1992 splendeva il sole del pm Antonio Di Pietro, oggi stramilionario alla faccia di poveri cristi non arrivano alla fine del mese, Schiavettones, ha i Valori Mercedes, cellulare ed I pood. Infatti, non ha l’aiuto del gran vecchio Rosso per non ferire lo status meglio degli anni quo del ’60. In poche parole, cchisse i restaurazionisti, vogliono bandire in Pubblica Piazza Rossa come avvenne a Tienanmen! Ora vogliono imporre lo stesso nome alla Piazza del Popolo del Pec ( Partito Comunisti e Cooperative ) e finirla con “ banda dei quattro “ del Pdl? Ma sarà dura, il libro “ Fateci sognare ” capitolo “ Resistere, resistere, resistere, su Silvio Berlusconi per rivoltare solo il suo calzino? ” fallirà, si facciano votare, poi se sbagliano rispondono di persona: questo si chiama Democrazia e i Valori sono applicare le Leggi che il Parlamento emana! By Vincenzo Alias Il Contadino. Matera.

18. Daniele Topi 37 anni 21 aprile 2009 Suicidio Rimini

MENTRE LA SINISTRA SI PERDE TEMPO AD ASCOLTARE UN EDITORE COL SANGUE AGLI OCCHI PER IL SUO FALLIMENTO, IN PAPYATE E SCOSSE E TRANS GENERATIONS-TRANSFORMERS, ECCO I VERI PROBLEMI E NON ADDEBITARLI A BERLUSCONI: SOLO UNA CACCIA ALL’UOMO PER     IMPOTENZA O PER DEMOCRAZIA?

Anni

Suicidi

Totale morti

2000

56

160

2001

69

177

2002

52

160

2003

57

157

2004

52

156

2005

57

172

2006

50

134

2007

45

123

2008

46

142

2009*

59

146

Totale

543

1.529

polazione detenuta: situazione al 16 giugno 2009

Elaborazione del Centro Studi di Ristretti Orizzonti su dati del Ministero della Giustizia – Dap

Imputati Condannati Internati Da impostare Totale

Imputati Condannati Internati Da impostare Totale

Fonte: Dap – Ufficio per lo Sviluppo e la Gestione del Sistema Informativo Automatizz

COMUNICATO STAMPA Centro Studi di Ristretti Orizzonti

Popolazione detenuta: situazione al 16 giugno 2009 TOTALE 63.460

CONFERMIAMO: SECONDO NOI I SUICIDI IN CARCERE SONO IN AUMENTATI DEL 25%

Dossier “Morire di carcere”: “almeno” 46 suicidi si sono uccisi da gennaio a fine settembre 2009 e sotto

potete leggere nomi, date e luoghi dei decessi.

Il Sottosegretario Giacomo Caliendo, rispondendo venerdì scorso ad una interrogazione in Commissione

Giustizia alla Camera ha dichiarato: “i suicidi sono scesi da 45 del 2007 ai 37 registrati quest’anno fino a

settembre”.

A noi risultano 8 casi in più

e, di certo, la nostra rilevazione è incompleta, poiché si basa su fonti

giornalistiche, sui dati inviati dalle organizzazioni per i diritti umani, dal volontariato, o dai parenti dei detenuti.

Oltre ai 46 “casi documentati”, di cui sotto potete vedere l’elenco (e cliccando sul link anche leggere la storia),

ci sono arrivate segnalazioni di altri 10 casi, che porterebbe il totale dei suicidi a 56; ma anche volessimo

considerare infondate tutte queste ulteriori segnalazioni (per ora prive di documentazione), in 9 mesi avremmo

comunque già eguagliato il numero di suicidi dell’intero anno 2008, registrando quindi un aumento del 25%.

Francesco Morelli, curatore del Dossier

19.

Franco Fuschi 63 anni 26 aprile 2009 Suicidio Alessandria

20.

Graziano Iorio 41 anni 1 maggio 2009 Suicidio Poggioreale (NA)

21.

Ion Vassiliu 21 anni 1 maggio 2009 Suicidio Pisa

22.

Nabruka Mimuni 44 anni 7 maggio 2009 Suicidio Roma (C.I.E.)

23.

Detenuto marocchino 25 anni 19 maggio 2009 Suicidio Bergamo

24.

Samir Mesbah 36 anni 27 maggio 2009 Suicidio Firenze

25.

Vincenzo Nappo 43 anni 09 giugno 2009 Suicidio Opg Aversa (CE)

26.

Antonio Chiaranza 32 anni 10 giugno 2009 Suicidio Crotone

27.

Detenuto marocchino 30 anni 18 giugno 2009 Suicidio Brindisi (Caserma)

28.

Detenuta italiana 35 anni 21 giugno 2009 Suicidio Civitavecchia (Rm)

29.

Detenuto indiano 30 anni 21 giugno 2009 Suicidio Vercelli

30.

Dibe Rachid Salah 35 anni 12 luglio 2009 Suicidio Imperia

31.

Eugenio La Ferla 34 anni 13 luglio 2009 Suicidio Alghero (SS)

32.

Stefano Frapporti 50 anni 21 luglio 2009 Suicidio Rovereto (TN)

33.

Detenuto tunisino 19 anni 25 luglio 2009 Suicidio I.P.M. di Bari

34.

Emilio Angelini 45 anni 31 luglio 2009 Suicidio Livorno

35.

Antonio Virelli 24 anni 31 luglio 2009 Suicidio Reggio Calabria

36.

Giacomo M., italiano 40 anni 05 agosto 2009 Suicidio Parma

37.

Luca Campanale 28 anni 12 agosto 2009 Suicidio San Vittore (MI)

38.

Fabio T., italiano 46 anni 18 agosto 2009 Suicidio Frosinone

Dossier: Morire di carcere

Elenco dei casi di detenuti suicidi raccolti nel 2009

Nome e cognome Età Data morte Causa Istituto

1.

Aziz, marocchino 34 anni 03 gennaio 2009 Suicidio Spoleto

2.

Edward Ugwoj Osuagwu 35 anni 17 gennaio 2009 Suicidio Alessandria

3.

Detenuto croato 37 anni 26 gennaio 2009 Suicidio Poggioreale (NA)

4.

M.B., detenuto italiano 60 anni 30 gennaio 2009 Suicidio Sollicciano (FI)

5.

Vincenzo Sepe 54 anni 01 marzo 2009 Suicidio Bellizzi Irpino (AV)

6.

Mohamed, marocchino 26 anni 06 marzo 2009 Suicidio S.M. Maggiore (VE)

7.

Leonardo Di Modugno 25 anni 08 marzo 2009 Suicidio Foggia

8.

Giuliano D., italiano 24 anni 08 marzo 2009 Suicidio Velletri (RM)

9.

Detenuto italiano 37 anni 16 marzo 2009 Suicidio Poggioreale (NA)

10.

Jed Zarog 30 anni 17 marzo 2009 Suicidio C.C. di Padova

11.

Marcello Russo 38 anni 22 marzo 2009 Suicidio Voghera (PV)

12.

Francesco Esposito 27 anni 27 marzo 2009 Suicidio Poggioreale (NA)

13.

Carmelo Castro 20 anni 27 marzo 2009 Suicidio Piazza Lanza (CT)

14.

Gianclaudio Arbola 43 anni 31 marzo 2009 Suicidio Marsala (TP)

15.

Detenuto tunisino 28 anni 13 aprile 2009 Suicidio Pisa

16.

Andrei Zgonnikov 47 anni 16 aprile 2009 Suicidio Salerno

17.

Antonino Saladino 57 anni 20 aprile 2009 Suicidio Viterbo

18.

Daniele Topi 37 anni 21 aprile 2009 Suicidio Rimini

19.

Franco Fuschi 63 anni 26 aprile 2009 Suicidio Alessandria

20.

Graziano Iorio 41 anni 1 maggio 2009 Suicidio Poggioreale (NA)

21.

Ion Vassiliu 21 anni 1 maggio 2009 Suicidio Pisa

22.

Nabruka Mimuni 44 anni 7 maggio 2009 Suicidio Roma (C.I.E.)

23.

Detenuto marocchino 25 anni 19 maggio 2009 Suicidio Bergamo

24.

Samir Mesbah 36 anni 27 maggio 2009 Suicidio Firenze

25.

Vincenzo Nappo 43 anni 09 giugno 2009 Suicidio Opg Aversa (CE)

26.

Antonio Chiaranza 32 anni 10 giugno 2009 Suicidio Crotone

27.

Detenuto marocchino 30 anni 18 giugno 2009 Suicidio Brindisi (Caserma)

28.

Detenuta italiana 35 anni 21 giugno 2009 Suicidio Civitavecchia (Rm)

29.

Detenuto indiano 30 anni 21 giugno 2009 Suicidio Vercelli

30.

Dibe Rachid Salah 35 anni 12 luglio 2009 Suicidio Imperia

31.

Eugenio La Ferla 34 anni 13 luglio 2009 Suicidio Alghero (SS)

32.

Stefano Frapporti 50 anni 21 luglio 2009 Suicidio Rovereto (TN)

33.

Detenuto tunisino 19 anni 25 luglio 2009 Suicidio I.P.M. di Bari

34.

Emilio Angelini 45 anni 31 luglio 2009 Suicidio Livorno

35.

Antonio Virelli 24 anni 31 luglio 2009 Suicidio Reggio Calabria

36.

Giacomo M., italiano 40 anni 05 agosto 2009 Suicidio Parma

37.

Luca Campanale 28 anni 12 agosto 2009 Suicidio San Vittore (MI)

38.

Fabio T., italiano 46 anni 18 agosto 2009 Suicidio Frosinone

39.

Sami Mbarka Ben Gargi 41 anni 05 settembre 2009 Suicidio Pavia

40.

Cole Abib 32 anni 08 settembre 2009 Suicidio Teramo

41.

Detenuto cileno 19 anni 10 settembre 2009 Suicidio Castrovillari (Cs)

42.

Detenuto italiano 44 anni 11 settembre 2009 Suicidio Ucciardone (Pa)

43.

Fersi Walid 30 anni 12 settembre 2009 Suicidio Prato

44.

Rosario Vollaro 38 anni 12 settembre 2009 Suicidio Lecce

45.

Detenuto italiano 40 anni 26 settembre 2009 Suicidio Firenze 

10 SUICIDI PER " MANI PULITE" 

46.

 

 

 

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
CHIARA MORONI PERSO SUO PADRE. ME LA RICORDO QUAND’ERA PICCOLA CHE L’ACCOMPAGNAVO DA SUO PADRE SERGIO.
 
 
 
 
 
C.N., detenuto italiano 39 anni 27 settembre 2009 Suicidio Castrovillari (Cs AI SUONATORI
LA GIUSTIZIA PUO’ ATTENDEREANTI ITALIANI ALZATE LA TESTA!! SE CONTINUATE COSI’ CON GIROTONDI, LA PAPYATA E SCOSSE E SENZA RADICI CRISTIANE SARETE SEMPRE AL GUINZAGLIO  CONTRO IL VOSTRO PAESE.

 

vincenzoaliasilcontadino@virgilio.it

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Il Sussidiario.net: SCENARIO / Pillitteri: trionfa il moralismo dei moralisti, preludio al nichilismo | Pagina 1

ottobre 30, 2009

Il Sussidiario.net: SCENARIO / Pillitteri: trionfa il moralismo dei moralisti, preludio al nichilismo | Pagina 1.I guanti di velluti li usano i Cavalieri, mentre il Cavalier Waterloò l’ha ricevuto da riva Gauche di Senna che vanno a sbattere sotto i ponti di Tor di Quinto, perchè intrapresi un rivolo di Marx: fu così col Psi di Craxi ed io, che ero “ dentro, “ vedevo e sentivo, odori e puzza di chi, stava in Droite e Gauche, evidente erano di gauche quelli che si univano votando con i franchi tiratori, oggi Voltagabbana, Iscariota e Bruto che tradisce la memoria del padre: tutti ringraziati dalle Guardie Rosse trovando le “ Mani Pulite ” come Mao Tse Tung

la sua gerarchia Comunista, furono promossi scavalcando la Democrazia e montagne del Mugello diritto nell’Istituzione ed affidando il potere direttamente a gruppi di giovani, che mettevano in piedi dei Tribunali con megafoni di giga herz, come al G8, Telekabul, Noglobal! Altro, affermare che Silvio Berlusconi è mafioso, Videla o Ahmadinejad, affermando che Hamas, poiché eletti, non sono angioletti kamikaze “ resistenti ” o meglio, alcuni scaraventati in Parlamento perché fulminati sulla Via di Damasco ma proveniente dall’Iraq non facendo i Kamikaze, ma con Molotov molov gambizzamenti con P38, per fortuna senza Katiuska, qassam, grad, polonio 210 non ancora sul mercato morte Rossa: BR! Dal 1994 Berlusconi sta subendo angheria alla grande e sembrava che “ serpente Rosso ” avesse mozzato la testa, ma come si sappiamo, il battaglio scodinzola anche con coda di un serpente, stonato per non accettare il declino, così come il Morbo di Parkinson trema e l’Esercito non Popolare di liberazione contro il Mafioso Arcoreano, perché, occupa la loro Nanchino sia pure per furore di Popolo! Eccoti il Centro Casinista, fa apparizione da guest Starr fustigatore Usa e Getty Caltagirone’s, per una campagna d’accerchiamento e sterminio: Tangentopoli cominciò così il 17 febbraio ‘92, ma non approdò glorioso. Altri, Trivulziani ed Omega senza nemmeno il fascicolo virtuale n.9520: peccato solo che siamo in Italia, in Usa sarebbero in galera! Così niente sostegno e, non affrontano il fiume Sangken, ove nel 1992 splendeva il sole del pm Antonio Di Pietro, oggi stramilionario alla faccia di poveri cristi non arrivano alla fine del mese, Schiavettones, ha i Valori Mercedes, cellulare ed I pood. Infatti, non ha l’aiuto del gran vecchio Rosso per non ferire lo status meglio degli anni quo del ’60. In poche parole, cchisse i restaurazionisti, vogliono bandire in Pubblica Piazza Rossa come avvenne a Tienanmen! Ora vogliono imporre lo stesso nome alla Piazza del Popolo del Pec ( Partito Comunisti e Cooperative ) e finirla con “ banda dei quattro “ del Pdl? Ma sarà dura, il libro “ Fateci sognare ” capitolo “ Resistere, resistere, resistere, su Silvio Berlusconi per rivoltare solo il suo calzino? ” fallirà, si facciano votare, poi se sbagliano rispondono di persona: questo si chiama Democrazia e i Valori sono applicare le Leggi che il Parlamento emana!By Vincenzo Alias Il Contadino. Matera.

 

Il libro della sua vita trans-toria della Sinistra

INGIUSTIZIA QUANDO IL GATTO NON CE O MIEI 10 CHE SI STRAFOGANO..

ottobre 30, 2009

 

 


ROMA – Il testo del decreto è stato preparato. Poche righe per impedire che chiunque rifiuti (in caso di malato cosciente) o sospenda (da parte di terzi in caso di coma) somministrazione di acqua e cibo . Il governo intende intervenire così sul caso Englaro, per impedire che a Udine finisca la lunga agonia della donna in coma da 17 anni. Però l’ipotesi di intervenire con decreto ha incontrato Leggi ancora

TG-CAMPESITO

AND Vincenzo Alias Il Contadino Show!


 

 

Giustizia: protesta toghe va avanti

Ieri – 20.41

Attacco alla giustizia Anm: «Non escludiamo lo sciopero»

I magistrati rispondono con forza al presidente del consiglio e ai progetti di riforma della giustizia di cui si discute in questi giorni. Il presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, Luca Palamara, ha dichiarato oggi che «la giustizia non ha bisogno di riforme punitive contro i magistrati, che hanno l’unica colpa di aver emesso sentenze nell’esercizio delle loro funzioni».

Palamara ha parlato a un’assemblea straordinaria del sindacato delle toghe, nella giornata di mobilitazione della magistratura proclamata contro quelle che definiscono «intimidazioni del potere politico».

http://www.unita.it/news/italia/90488/attacco_alla_giustizia_anm_non_escludiamo_lo_sciopero

Altre foto su Politica

(ANSA) – ROMA, 29 OTT – Basta con le ‘intimidazioni’ e riforme ‘ispirate da intenti punitivi’; si’ a interventi legislativi ‘nell’interesse dei cittadini’. E’ stato questo il filo conduttore delleassemblee che si sono svolte in tutti distretti giudiziari e indiversi tribunali per iniziativa dell’Anm. E dalle assemblee e’ emersa un’indicazione chiara per il sindacato delle toghe: proseguire la protesta, cominciata con la proclamazione dello stato di agitazione.

QUANDI IL GATTO NON CE O MIEI 10 CHE SI STRAFOGANO..

Ripeteva, la mia mamma: “Avete il grasso qui. “ Così con un dito c’indicava il gargarozzo per farti capire che avevi la pancia piena.. In poche parole non basta descrivere la m** della Giustizia sia arrivata ad un punto tale da sommergere il Popolo. Mi pare strano che operatori, come il Csm Anm media di Sinistra con Pd parlano solo mania, fobia di Berlusconi che l’ha con i Magistrati, perché questi sono Rossi! Questo è il pensiero del nuovo Pd: Attacco insistente del premier, dice Bersani, il Migliore II, Io credo semplicemente che questi legano l’asino dove vogliono cioè; fermi legati al loro guinzaglio NON l‘asinello ma queste forze Politiche che sarebbero sotto ricatto con scosse e Papyate, meglio dire che da 1992, una volta acquisite molte informazioni, esiste in atto di “ resistere resistere resistere ”per rimanere CASTA: sarà questo la veritas che trovano scuse e non alzare foglia? Io credo che un cieco o un sordo sarebbe guarito nel vedere e sentire fatti eclatanti come i videotape acquisiti dalla Direzione distrettuale di Napoli di quell’11maggio da due telecamere piazzate dentro e fuori il bar. Il “ palo “ fino a un momento prima sagoma invisibile, a volto scoperto, segnala con uno sguardo e toccandosi l’orologio il “ mago del buco: spari e morte, peggio di Chicago anni 40: sulla e per la Giustizia Ci-Caco o mostro mitologico? ”. il video messo in circolazione e non sapere che la M** ci copre di ridicolo compresi quei operosi Magistrati che non vanno in tv o a rivoltare calzini d’altri o inviare per 500 la Gdf alla Fininvest, tanto di volerla commissariarla e farla fallire forse qui la condanna dei 750 milioni? ma ha mai fatto un sondaggio di quanta fiducia abbiamo della giustiziaIo credo invece, che Alfano farebbe bene a COMMISSARIARE LA GIUSTIZIA E LICENZIARE TUTTI SOSTITUENDOLI CON AVVOCATI SENZA TESSERE! Infatti, Reagan che aveva poteri veri licenziò 3500 uomini radar sostituendoli con militari. Ecco perché o ci si siede ad un tavolo e fare le riforme o avremo un Paese debole in balia di questi pochi furbetti che neanche devono pensare alla loro carriera: la meritocrazia per loro non serve, belli, bravi o brutto saranno promossi! Chicago

By Vincenzo Alias Il Contadino. Matera.

http://www.youtube.com/watch?v=r9LrRhEx3t8

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2009/29-ottobre-2009/killer-spietato-azione-quartiere-sanita-ecco-video-orrore-1601932593080.shtml

 

http://forum.alfemminile.com/forum/couple2/__f181888_couple2-Sto-strafogando.html

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NON MARTIRI I MIGLIAIA DI MORTI DI SCONOSCIUTI NEI CARCERI: HAMMAMET O COL SACCHETTO IN ATTESA DI GIUSTIZIA? E IO PAGO!


questo non partito o casta
Questi non nominati?

PROPRIO CONVINTI CHE LA GIUSTIZIA E’ UGUALE PERTUTTI?

Quest’uomo ha avuto Giustizia?

NO COMMISSIONE D’INCHIESTA SULLA GIUSTIZIA 1992-2009?

NON MARTIRE O PIU’ PERICOLOSO DELLA BARALDINI E D’ELIA ELETTO AD ONOREVOLE? GIUSTO FARLO MORIRE IN TERRA STRANIERA ? 

QUEST’UOMO CRIMINALE?

AI SUONATORI E ALLA GIUSTIZIA ADDIO, GRAZIE ALLA CASTA INTOCCABILE ALTRO L’IMMUNITA’.
LA GIUSTIZIA PUO’ ATTENDEREANTI ITALIANI ALZATE LA TESTA!! SE CONTINUATE COSI’ CON GIROTONDI, LA PAPYATA E SCOSSE SIETE AL GUINZAGLIO E CONTRO IL VOSTRO PAESE.

vincenzoaliasilcontadino@virgilio.it

and tg-campesito@hotmail.it

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Ricerche:

 

 

 


 

NON MARTIRI I MIGLIAIA DI MORTI DI SCONOSCIUTI NEI CARCERI: HAMMAMET O COL SACCHETTO IN ATTESA DI GIUSTIZIA?

ottobre 29, 2009

 

 

 


MILANO – «Ogni occasione sembra buona per denigrare l’ordine giudiziario e descrivere i palazzi di giustizia come sezioni di partito, frequentate da magistrati militanti. Nessun ufficio giudiziario merita queste infondate e ridicole definizioni, tanto meno quello di Milano». È duro il commento dell’Associazione nazionale dei magistrati che in una nota replica alle accuse mosse alle toghe di Leggi ancora

 

TG-CAMPESITO

AND Vincenzo Alias Il Contadino Show!


 

 

 

giovedì 29 ottobre 2009

NON MARTIRI I MIGLIAIA DI MORTI DI SCONOSCIUTI NEI CARCERI: HAMMAMET O COL SACCHETTO IN ATTESA DI GIUSTIZIA? E IO PAGO!


questo non partito o casta
Questi non nominati?

PROPRIO CONVINTI CHE LA GIUSTIZIA E’ UGUALE PERTUTTI?

Quest’uomo ha avuto Giustizia?

NO COMMISSIONE D’INCHIESTA SULLA GIUSTIZIA 1992-2009?

NON MARTIRE O PIU’ PERICOLOSO DELLA BARALDINI E D’ELIA ELETTO AD ONOREVOLE? GIUSTO FARLO MORIRE IN TERRA STRANIERA ? 

QUESTI VI PARE UN CRIMINALE CIRCONDARLO DALLA GDF E PROCESSARLO PURE PER ESPRIMERE UN PENSIERO?
Forse, per chi NON deve un risarcimento di 750 milioni di euro, voi non crediate che, altri non lo avesse gridato “ Comunisti ” Alcuni Giudici e applicano la Legge come vogliono, vedi il caso di Corona e di Marrazzo. Io non ho visto un Decreto di espulsione di Natalie e altri/e, non ho visto o sentito un bel controllo fiscale, visto le auto e vita, scelta da loro. Oppure il mio caso che nel Paese sono milioni e solo per questo oltre 1800 casi che per ottenere i miei 6 anni di contributo gia pagati dalla finanziaria Dini con ben 182 mln£, aspetto da 16 anni con 7anni di Tribunale, dopo che Cassazione ha decretato più volte a favore sulla Legge? Ora ancora non ce certezza e per un semplice caso da udienze di pochi giorni, occorrono oltre 7 anni di Tribunale? Ma bisogna stare zitto e guardare verso Mosca per essere felice e contenti! Un fatto vero ed eclatante: un mio amico, un noto Politico, si trasferì armi e bagagli dal Psi al PDS per non finire in galera! Poi abbiamo visto tanti, e, voi giornalisti avete lista di nomi di Magistrati eletti nel Pd, ebbene quanti di questi hanno contribuito a nuove Leggi o a migliorarla? Quanti in poco tempo visti uscirne dalle loro grinfie o vincere un processo, prima di andare in pensioni? Cosa dire di Falcone? Chi fu ad ostacolare la nomina alla Direzione della DIA? Chi mandò a morte, Moro, Dalla Chiesa, i miei amici, Bettino Craxi e Walter Tobagi? Io ricordo lo sfogo del fratello del Giudice Alessandrini che conobbi proprio all’inaugurazione del parco alla sua memoria a Milano. Invece, chi importò terroristi, noglobal e Molotoviani in Parlamento, e chi dagli Usa assassini? Possibile lasciare tranquillo il mafioso Brusca dopo aver sciolto nell’acido oltre cento persone? Cosa dire del tarantino accusato e condannato all’ergastolo perché ritenuto serial killer, invece resta in galera nella attesa del processo al vero killer reo confesso? Ci vuole tanto fare un Decreto Presidenziale e liberarlo nella giornata: non vi pare una Giustizia, ma chi sene frega? Meglio un presunto terrorista perché definito “resistente “? By Vincenzo Alias Il Contadino. Matera.

AI SUONATORI E ALLA GIUSTIZIA ADDIO, GRAZIE ALLA CASTA INTOCCABILE ALTRO L’IMMUNITA’.
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BERLUSCONI ATTACCA: “TOGHE COMUNISTE” ANM: “FRASI RIDICOLE, NO INTIMIDAZIONI”

ottobre 28, 2009

 

 


MILANO – «Ogni occasione sembra buona per denigrare l’ordine giudiziario e descrivere i palazzi di giustizia come sezioni di partito, frequentate da magistrati militanti. Nessun ufficio giudiziario merita queste infondate e ridicole definizioni, tanto meno quello di Milano». È duro il commento dell’Associazione nazionale dei magistrati che in una nota replica alle accuse mosse alle toghe di Leggi ancora

TG-CAMPESITO

AND Vincenzo Alias Il Contadino Show!


 

 

Scusate volete rivedere altri film per non affermarmi che il nuovo è sempre attaccato alla sottana d’alcuni magistrati? Sbaglio che quasi e tutti gli ex, sono passati armi e bagagli dal Mugello al Senato? Credo che un Giudice debba ascoltare e lavorare con le Sentenze, ecco cosa mi diceva il mio professore di diritto dottor Guido Bandirali Pm F.F. Presidente del Tribunale Minorile di Milano in Via Bisceglie! Ecco quanto vale Di Pietro da una scala da 1 a 10, Petrus vale 0,01, il dottor Bandirali e la stragrande maggioranza sconosciuti 10, ma vi chiederete e chi l’è cheskì? Ecco un magistrato che lavora da oltre 40 anni in silenzio non sotto i riflettori per farsi un nome, ma nel rispetto delle Leggi votate dal Parlamento! Ecco il Partito Casta come rispondono, ROBLEDO – «Se le nostre toghe sono rosse, lo sono per il sangue versato dai magistrati che hanno pagato con la vita la difesa della legalità e dei valori costituzionali, a cominciare da Falcone e Borsellino». «Definire comunisti i colleghi delle procure che lavorano seriamente è inammissibile» gli fa eco dalla Sicilia il procuratore capo della Repubblica di Siracusa Ugo Rossi.

LE REAZIONI -Ma sulle accuse ai pm ci sono interventi anche di natura più strettamente politica. «Proprio la nota di oggi dell’Anm è l’ennesima conferma del fatto che alcuni settori della magistratura si muovono come se fossero un soggetto politico» dice Daniele Capezzone, portavoce del Pdl. «Silvio Berlusconi anche ieri sera a Ballarò ha rasentato il ridicolo accusando i giudici di Milano di essere comunisti. Come ricorda qualche quotidiano il giudice Lapertosa, che martedì ha condannato Mills, è lo stesso giudice comunista che lo aveva assolto in appello nel processo Sme» ha sottolineato invece il presidente dei senatori dell’Italia dei Valori, Felice Belisario.

BERSANI – E non si sono fatte attendere le repliche anche da parte del Pd sul fatto che il Partito democratico sia diventato un nuovo Pci. «Noi il nuovo Pci? Ma diceva che eravamo comunisti già prima che diventassi segretario io, lo diceva con Veltroni, con Franceschini… Ce lo fornisca il premier il segretario buono…» replica il neo-segretario

By Vincenzo Alias Il Contadino. Matera.

Berlusconi attacca: "Toghe comuniste" Anm: "Frasi ridicole, no intimidazioni"

Milano

– Le toghe rispondono a Silvio Berlusconi. "Se le nostre toghe sono rosse, lo sono per il sangue versato dai magistrati che hanno pagato con la vita la difesa della legalità e dei valori costituzionali, a cominciare da Falcone e Borsellino fino a Galli e Alessandrini". Così il procuratore aggiunto di Milano, Alfredo Robledo, titolare in passato di inchieste che riguardavano il premier (insieme al collega Fabio De Pasquale quelle sui diritti tv di Mediaset e sul caso Mills) risponde alle affermazioni pronunciate dal premier, ieri sera, durante la puntata di Ballarò. E le nuove accuse del premier, in procura a Milano, hanno suscitato in alcuni rabbia, in altri quasi indifferenza al limite della rassegnazione. Anche l’Anm invita a "non intimidire" i magistrati: "Noi rispondiamo solo alla legge e alla Costituzione".

Anm: "Rispondiamo solo alla legge" "Ogni occasione sembra buona per denigrare l’ordine giudiziario e descrivere i palazzi di giustizia come sezioni di partito, frequentate da magistrati militanti. Nessun ufficio giudiziario merita queste infondate e ridicole definizioni, tanto meno quello di Milano". La giunta esecutiva centrale dell’Anm annuncia le assemblee di "protesta e dibattito" convocate domani dalla stessa associazione in tutta Italia e nate "dalla profonda e sincera preoccupazione per i continui tentativi di delegittimare e intimidire sia la giurisdizione nel suo complesso, sia i singoli magistrati in relazione a processi specifici o in ragione delle sentenze pronunciate". "Perfino il rapporto tra istituzioni e organi di garanzia è stato messo in discussione – continua il sindacato delle toghe – mentre la tensione e l’attenzione si concentrano su una impropria contrapposizione, di cui la magistratura è vittima, nulla di serio, concreto e duraturo viene proposto per restituire efficienza all’organizzazione giudiziaria e per ricondurre il processo alla ragionevole durata". Quindi la coclusione: "Da Milano, e dall’intero Paese, la magistratura ribadisce che intende continuare a vestire solo la toga e a rispondere solo alla legge. In primis alla Costituzione". Arriva a stretto giro la replica del ministro della Giustizia, Angelino Alfano: "Tribunali sezioni di partito? Nessuno lo ha detto".

 Lo show a Ballarò Berlusconi chiama Rai3 e spara sulle toghe rosse: in diretta telefonica a Ballarò si scaglia contro "la vera anomalia italiana sono pm e giudici comunisti di Milano che da quando Berlusconi è entrato in politica e ha tolto il potere ai comunisti lo hanno aggredito con oltre cento processi e cinquemila udienze. Ma davvero – aggiunge il premier – Silvio Berlusconi era l’imprenditore più criminale della storia del mondo oppure l’anomalia sono i pm e i giudici comunisti che ormai sono la vera opposizione alla maggioranza eletta dal popolo?". Il premier non ha risparmiato critiche al conduttore della trasmissione che cercava di fargli una domanda. "Lei mi lascia parlare. Perché lei, con i soldi di tutti, fa dei processi pubblici. E’ una cosa inaccettabile. Ora però io parlo e poi lei mi fa le domande. Ora non sono a sua disposizione. La tv non è sua anche se le trasmissioni sono tutte di sinistra". Ieri la seconda Corte d’Appello di Milano ha confermato la condanna a 4 anni e 6 mesi di reclusione per l’avvocato britannico David Mills per corruzione giudiziaria per aver mentito nella sua veste di testimone in due procedimenti in cui era imputato il premier, per il quale il tribunale dovrà fissare l’inizio di un nuovo processo dopo la bocciatura del lodo Alfano. Il pg di Siracusa: "Siamo tutti comunisti"

"Definire comunisti i colleghi delle procure che lavorano seriamente è inammissibile: il lavoro dei magistrati del pubblico ministero, per altro, trova poi conferma nelle pronunce dei giudici. E, allora, o siamo tutti comunisti o non possono esserlo solamente le procure" questa la risposta del procuratore capo della Repubblica di Siracusa Ugo Rossi. Il pg ha definito le affermazioni del premier "un fatto gravissimo. Quando indaghiamo sull’alta politica diventiamo comunisti, mentre quando svolgiamo il lavoro sul territorio che non tocca i grossi interessi economici e politici siamo invece magistrati bravi. È questa la realtà. Comunque – ha concluso il procuratore di Siracusa – ormai il termine comunista ha perso il suo significato originario e, in una certa visione, è quasi sinonimo di delinquente". http://www.ilgiornale.it/interni/berlusconi_attacca_toghe_comuniste_anm_frasi_ridicole_no_intimidazioni/politica-giustizia-berlusconi-pm-robledo-procura-accuse-milano-toghe_rosse/28-10-2009/articolo-id=394583-page=1-comments=1

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SCELTE ECONOMICHE SBAGLIATE SÌ, COSTRETTI DALLA NON LUNGIMIRANZA DELLA PRIMA REPUBBLICA.

ottobre 28, 2009

TG-CAMPESITO

AND Vincenzo Alias Il Contadino Show!  



MILANO – Le banche e il governo? Rimandati. L’impresa italiana e i distretti industriali? Promossi. I manager italiani sono convinti che l’economia si tirerà fuori dalle sabbie mobili da sola, contando più sullo spirito imprenditoriale nostrano e sul «sistema» impresa-territorio che su aiuti esogeni, tanto da parte delle istituzioni finanziarie quanto dalle politiche di sostegno Leggi ancora

Geronimo alias Ciro Pomicino, canta da Rap stonato, ma NON afferma la verità che la rovina del nostro Paese, sono stati proprio quei Politici della Prima Repubblica, che castra l’economia! Tremonti e Berlusconi come possono trasformare un Paese Industrializzato che, da agricolo e col 84% analfabeti (Lucania) ha costruito solo cattedrali nel deserto solo per frenare e ringraziarsi con il clientelismo quei cittadini che oggi sono alla soglia del 40%? Casini è l‘esempio col suo Centro, erede di Ciro che, ovunque cedono per consensi, vizio del passato che, se guardate la Lucania, con poco più di 600.000 abitanti, avranno di certo il doppio d’assegni d’assistenza, oppure, la Sicilia, Calabria e Puglia, quanti assunti per nepotismo negli enti Pubblici o in Rai quasi tutti Funzionari e Direttori, chi paga? Tutto questo, senza aggiornarsi con infrastrutture non sapendo programmare ed aggiornare i 4 Codici Civili e Penali e Riforme strutturali, compreso quando nella costruzione dell’Autostrada del sole l’A1 non sapevano dell’evoluzione e di quadruplicarla? Che cosa dire che, negli anni ‘70 che il 75% per cento delle merci viaggiano su gomme? Provate a rileggervi la relazione del mio amico Bruno Morosilio, al convegno Uiltrasporti di Ariccia, ebbene, sbaglio che, abbiamo oltre 3500 km di coste, forse, meglio dire che non volevano toccare gli interessi della Fiat – Agnelli – Pirelli? Cosa dire della centrale di Caoso costata oltre 200mld€ per costruirla e smantellarla su emotività per la tragedia di Cernobyl, del 26 aprile 1986? Ora stranamente, importiamo energia da centrali nucleari appena dopo il confino, come se: Rutelli, Mieli, Scalfari, Santoro dire tutto e di più male di Berlusconi ed introitare miliardi diretti o indiretti da mogli, figlie e parenti? Senza contare che al coro ci si mette anche il Capo dello Stato nel dire: “ Più sicurezza, no opere faraoniche urla che non servono “ ignorando che, a Roma il Colosseo, costruito da Vespasiano nel 72 d.C., o

ggi è un simbolo della città e una delle sue maggiori attrazioni turistiche come le Piramidi in Egitto. Ora andate a vedere tanti zuccherifici, ospedali, carceri e a L’Aquila, l’edificio Universitario o la ferrovia Ferrandina – Matera che da 60 anni, ancora non funzionante, quanti miliardi sprecati! Cosa dire per la mulattiera a superstrada costata oltre 50 mila miliardi di lire che va da Contursi Terme a Nusco, indovinate chi ci abita? Indovinate chi indagò per l’Irpiniangate. By Vincenzo Alias Il Contadino. Matera.

 Prodi e L’IRI SMEmorandum http://www.youtube.com/watch?v=xQD_mPshvTM

  http://www.youtube.com/watch?v=S8JdwcDkwlI

Storia di un declino industriale

 

“Quando vedo passare un’Alfa mi tolgo il cappello.”
(Henry Ford)

POI CON PRODI VEDI SME Henry Ford direbbe: " Quanno vedi cchisti co’ cappiedd in mano a chiedere elemosina a pantalone! " Mentre Totò: … io pago! altro la Costituzione ed Art. 3  UDC Casini e c.

 EMILIO COLOMBO, UN  POLITICO CATTOLICO DC CHE NON  HA SAPUTO VALORIZZARE LA LUCANIA, RESTANDO POVERA E CENERENTOLA DEL SUD IN MANI COMUNISTI!

http://www.youtube.com/watch?v=kBywzXfa85Y&NR=1

http://www.youtube.com/watch?v=BWl4eE9PyMM
LA TRAGEDIA KOMPAGNUZZA COSTATO OLTRE UN MILIONI DI MORTE CI COSTRINSE A CHIUDERE LE NOSTRE CENTRALI NUCLEARI
CAORSO COSTATO PARI A 200 MILIARDI!

A VOGLIA A FARSI IN SEI!
ALTRA CAZZATA POLITICA DI SINISTRA FU LO SMANTELLAMENTO DELLA NAZIONALIZZAZIONE DEI SERVIZI AL PRIVATO: IN USA E CON LA CRISI SPESI MILIARDI PER BANCHE ED AUTO. PRODI VENDETTE L’ALFA ROMEO AD AGNELLI PER UN PIATTO DI CICERCIA, SOLO 1700 MILIARDI DI LIRE E IMPENGI NON MANTENUTI CHEDETELO AL LEADER ROSSA DEI COBAS http://www.pdregionelombardia.it/approfondimenti/arese/arese.htm#quattro

AI SUONATORI E ALLA GIUSTIZIA ADDIO, GRAZIE ALLA CASTA INTOCCABILE ALTRO L’IMMUNITA’.
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Il contesto – La crisi dell’industria milanese

La crisi del settore industriale è uno dei fattori che negli ultimi anni hanno contribuito a portare l’Italia sulla soglia della crescita zero. A Milano e in Lombardia questo fenomeno si è registrato con netto anticipo e in termini decisamente marcati. Fin dagli anni ’80 (periodo che curiosamente coincide con il “disimpegno” da parte dello Stato in molte aziende partecipate), nel milanese, le imprese di ogni settore e dimensione sono entrate in una profonda crisi strutturale. Molteplici sono i macro-fenomeni che negli anni successivi hanno aggravato tale situazione (e ne sono, in parte, anche la causa): la delocalizzazione dell’attività manifatturiera a basso valore aggiunto verso i paesi dell’Est mondiale, dove i costi di produzione sono infinitamente minori, il grande numero di “imprese familiari” che non favoriscono la dinamicità della nostra economia, la cosiddetta “fuga dei cervelli” all’estero, cosa che ha penalizzato notevolmente le sorti (già abbondantemente compromesse) della ricerca in Italia e il nanismo industriale sono i principali fattori che determinano la crisi. Le grandi imprese motori dell’economia nazionale (quelle perciò che anticipano tutti i cambiamenti di ordine internazionale) cominciano a chiudere i battenti: Falck, Magneti Marelli, Ansaldo e Breda lasciano il posto ad aziende informatiche e di comunicazione con potere occupazionale decisamente inferiore. Dagli anni ’90 ad oggi la situazione non ha subito sostanziali modifiche (a parte la fugace bolla della new economy, scoppiata dopo poco). Tra i casi più eclatanti Ibm Italia, azienda di 8000 dipendenti (di cui 2.600 a Milano) ha dovuto affrontare il licenziamento di 1000 lavoratori e STMicroelectronics, multinazionale italo-francese leader nella produzione di chip elettronici, che dovrà separarsi da 3000 lavoratori in Europa (nel nostro Paese gli esuberi sono previsti nel numero di 990). Nel 2004 (nota 1)in Lombardia 8.015 lavoratori sono stati messi in cassa integrazione e il ricorso alla mobilità ha interessato più di 21.145 lavoratori. Ultimamente grosse aziende come la Candy e la Siemens si trovano in condizioni di forte crisi e sono costrette a delocalizzare e a prendere provvedimenti di mobilità nei confronti dei propri dipendenti. La crisi dell’industria nel milanese è palese e il caso dell’Alfa di Arese ne è la dimostrazione storica più lampante, la più controversa e di sicuro la più complessa.

nota 1: Dati Fiom, 2005

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La storia dell’Alfa di Arese

Le origini dell’Alfa (Anonima Lombarda Fabbrica Automobili) risalgono al 1910, quando 250 dipendenti producevano 300 automobili al giorno nello stabilimento di Portello, alle porte di Milano.
Nel 1915 l’Alfa viene interessata alle commesse militari ed entra nell’orbita delle società controllate da Nicola Romeo, industriale partenopeo. Da questo momento il settore corse, verso il quale l’azienda si stava dirigendo con buoni successi, viene messo da parte per direzionare l’azienda milanese nelle commesse militari nelle quali le aziende di Romeo erano impegnate. Il nome dell’industriale napoletano comparirà alla fine della seconda guerra mondiale formando così il marchio Alfa Romeo.
Con gli anni Venti l’azienda riprenderà a competere nel settore corse (nel 1929 questo settore di attività verrà separato ufficialmente, da qui nascerà la scuderia Ferrari) e la produzione industriale fortifica i suoi primi successi imponendosi anche sul mercato internazionale. Il gusto nella guida diventa una passione prepotente e un vero “status symbol”. Ci si comincia a interessare alla produzione di serie.

Nel 1932 l’I.r.i. (Istituto per la Ricostruzione Industriale) diventa proprietario dell’Alfa e annuncia il ritiro dalle competizioni (le rosse milanesi continueranno a correre sotto il segno del cavallino della Scuderia Ferrari, che continuerà a rappresentare l’Alfa nelle gare). La produzione, intanto, si estende anche a camion e autobus. Negli anni ’50 l’Alfa Romeo si lancia nella produzione in serie: sono gli anni di maggior splendore della casa milanese. Si inaugura la catena di montaggio.

Nel 1960 cominciano i lavori per la costruzione dello stabilimento di Arese, che entra in funzione nel 1963.

Il marchio Alfa Romeo diventa simbolo del Made in Italy, la qualità e l’affidabilità dei suoi prodotti la rendono famosa in tutto il mondo. Numerose star dell’epoca si divertono a posare e farsi fotografare al volante delle Alfa, (operazione di immagine che conviene ad entrambi) marchio che, in quel periodo era sinonimo di successo e prestigio sociale.

La prima vettura prodotta ad Arese è la Giulia che vende oltre un milione di copie nelle diverse versioni.

Gli anni ’70 passano con qualche sussulto, ma gli anni ’80 costituiscono il vero periodo di crisi della azienda del biscione. Le partecipazioni statali nella grande industria diminuiscono e l’Alfa, gestita dall’Iri, ne risente. Nei primi anni ottanta la produttività è in calo preoccupante.

Il 1986 è una data storica per la azienda la Fiat diventa proprietaria di Alfa Romeo.
Finmeccanica (La Società costituita dall’Iri per gestire le partecipazioni nell’industria meccanica e cantieristica acquisite nei primi 15 anni di vita dell’IRI) cede l’Alfa Romeo alla Fiat per 1700 miliardi, si dice, però, che lo Stato non abbia mai incassato questa somma. L’Alfa verrà concentrata con Lancia e fondando un raggruppamento chiamato “Alfa Lancia S.p.a.”.

Nel 1989 anche il centro produzione stile si trasferisce nello stabilimento di Arese. Le cose, però, cominciano ad andare storte.
Da allora l’azienda ha conosciuto un periodo di inesorabile declino, si sono susseguiti “ridimensionamenti aziendali” e procedimenti di mobilità per i lavoratori, tanto da falcidiare i dipendenti dell’Alfa di Arese, dai 16mila del 1986 (nel 1982 erano 18mila) ai quasi 800 di oggi. Si sono chiuse aree produttive e persino distrutti macchinari tanto da impedire lo svolgimento del lavoro. Sono stati anni di promesse non mantenute, accordi non rispettati e di difficili dialoghi istituzionali. I sindacati hanno avuto una parte importante nella vicenda, da molti fortemente discussa, la loro è, comunque, una presenza costante nelle trattative per i lavoratori di Arese. Nel 2000 la Fiat ha venduto lo stabilimento ad una società bresciana di nome Immobiliare Estate Sei e alla società di assicurazioni americana Aig Lincoln.

I dipendenti dell’Alfa di Arese, a vent’anni dall’avvento della Fiat e dai primi provvedimenti di mobilità e di lento smantellamento, non hanno visto ancora esaudito il loro desiderio, nonché diritto, di chiarezza sul loro futuro (per chi non ha già perso il lavoro). Evidentemente la politica della Fiat non è stata quella di puntare sullo sviluppo dello stabilimento lombardo e la Regione non ha saputo fare nulla di concreto per proteggere i lavoratori di questo importante polo industriale. E le vicende che si sono susseguite con l’avvento dei nuovi proprietari non hanno contribuito a creare posti di lavoro in numero significativo per i dipendenti ex-Alfa.

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C’era una volta una grande azienda
Cronologia di un declino

La fabbrica come un piccolo mondo, dove si svolge la vita di migliaia di lavoratori (l’Alfa contava 16mila dipendenti, non è forse la popolazione di un intero paese?): otto ore al giorno per una vita è la vita stessa.

“Per me era come entrare in paradiso, mi trovavo in una fabbrica gigantesca, con una vita interna incredibile. La fabbrica mi ha insegnato ad essere una persona migliore, ho insegnato ai miei figli a non abbassare mai la testa” (nota 2). Era il 1972. Carmela Tassone ha lavorato una vita nell’Alfa di Arese.
Le teste di molti lavoratori da allora si sono dovute, purtroppo, abbassare ai provvedimenti dell’azienda.
Come racconta Mario Agostinelli (nota 3) “C’era un tempo in cui in fabbrica entrava il grande Eduardo De Filippo e c’era un tempo in cui il popolo operaio, con il vestito della festa, varcava insieme a tutta la famiglia la soglia del grande capannone 6 per andare a teatro. È accaduto molti anni fa, all’inizio degli anni 80, all’Alfa di Arese” (nota 4). Erano gli anni dove il consiglio di fabbrica era costituito da 400 dipendenti. Questo accadeva fino al 1986, anno in cui l’azienda viene “acquistata” dalla Fiat. Chi avrebbe potuto immaginare che, mentre le automobili del biscione erano simbolo di stile e di qualità in tutto il mondo, in Italia la fabbrica che produceva le mitiche Alfa di lì a poco si sarebbe sgretolata pezzo per pezzo?
La fabbrica controllata dall’I.r.i. (tramite Finmeccanica), viene acquistata dalla società della famiglia Agnelli, preferita a Ford che, sebbene avesse presentato un’offerta decisamente più vantaggiosa per le casse dello stato, ha commesso il fatale (diventato poi pretestuoso ai fini della preferenza per Fiat) errore di ammettere fin dall’inizio la necessità di ridurre il personale. Forse la Fiat pensava di poter dirigere questa azienda con il massimo dell’efficienza senza ridurre l’organico. Bisogna anche considerare che ai tempi in cui la Fiat prende possesso dello stabilimento si assicura un marchio di primo piano nel mercato continentale. Negli anni ottanta il mercato dell’automobile era molto diverso da quello odierno: la concorrenza internazionale era molto meno agguerrita, non si era ancora verificato l’avvento delle case automobilistiche orientali, ad esempio, e Audi e non era la casa di produzione di successo di oggi. Questo avrebbe dovuto essere un elemento a favore dell’Alfa, che godeva già di ottime credenziali nel mercato internazionale, ma evidentemente il management della casa torinese non ha saputo sfruttare questo vantaggio.

nota 2: http://www.lomb.cgil.it/puntof2002/21_06_02alfa.htm
nota 3: Ex segretario Cgil Lombardia e attuale consigliere regionale
nota 4: http://www.ilponte.it/arese.html

 

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Le tappe


1986
Al momento in cui Fiat acquista dall’I.r.i lo stabilimento dell’Alfa Romeo di Arese sono 16mila i dipendenti impiegati in questa azienda. 1700 sono, invece i miliardi che Fiat avrebbe pagato per l’acquisto. Varie fonti esprimono forti dubbi sul reale versamento di questo denaro nelle casse dello Stato. Appena insediata nello stabilimento lombardo la Fiat comincia a mettere i dipendenti in cassa integrazione (a fine anno sono 6000 i dipendenti messi in cassa integrazione a “zero ore”).

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1988
Il bilancio annuale si conclude con un segno positivo: le vendite danno buoni risultati, grazie al successo del nuovo modello “Alfa 164” e la produttività aumenta tanto da permettere, per alcuni, l’azzeramento della cassa integrazione entro la fine dell’anno.

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1989
La Regione e il Giudice Amministrativo accolgono il ricorso presentato da un gruppo di cittadini di Arese, costituitisi in comitato, e impongono la riduzione dell’attività del reparto verniciatura da 800 a 400 vetture al giorno. Il reparto produzione ne risente.
Comincia una fase di drastica riduzione dei dipendenti che continuerà per tutta la decade a venire.
Qualcuno comincia ad interrogarsi sulle reali intenzioni della Fiat nello sviluppo della produzione in quest’area. Il management Fiat, nonostante il successo della 164, non vuole più investire sulle auto di fascia alta, svalutando, di fatto, il marchio Alfa in Italia e all’estero. La richiesta del mercato si abbassa notevolmente.

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1994
La situazione di stallo si trascina fino al 1994, anno in cui viene firmato, in data 1 marzo, il primo Protocollo di intenti tra Fiat e il Governo: lo Stato viene ancora in aiuto della casa torinese.
La crisi non è più arginabile con i mezzi propri della azienda della famiglia Agnelli, ci vuole l’intervento della politica. Si pongono le basi per la creazione del “Consorzio per la reindustrializzazione dell’area di Arese” (Craa) e il “Consorzio di ricerca per vetture a bassa emissione” (che avrà poi sede nel capannone numero 10 dell’Alfa). Intanto un accordo aziendale prevede la riduzione del personale di altri 2500 unità. I dipendenti sono poco meno di 10mila. La Fiat ed il governo puntano sull’auto ecologica e su un sistema di ricerca che favorisca lo sviluppo di tecnologie a favore di questo settore.


Continuano i provvedimenti istituzionali che cercano di favorire lo sviluppo di quest’area.

Il 15 novembre viene approvata la legge regionale n.30/94 che, in sostanza concede ingenti finanziamenti alle aree industriali considerate dismesse. Le imprese interessate allo sviluppo dell’area di Arese potranno, perciò, godere di grandi finanziamenti regionali per le loro attività imprenditoriali di reindustrializzazione. L’entità della somma, erogata dalla Regione si aggira intorno ai sei miliardi di lire (nota 5).

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nota 5: delibera del 7 marzo 1995


1996
Dal 1994 al 1998 si sono susseguiti ben nove provvedimenti istituzionali (tra leggi regionali, accordi di programma e sindacali) che non hanno però sortito gli effetti desiderati.
La Fiat si impegna, mediante l’accordo firmato con il Governo presso il Ministero del Lavoro il 26 giugno, a mantenere uno stabilimento di auto sportive (spider) di Marchio Alfa Romeo Uno, uno stabilimento di produzione motoristica (motore 6 cilindri) e un Centro Tecnico (che comprende il Centro Stile, Progettazione e Tecnologie e costruzioni sperimentali).
I dipendenti dell’Alfa sono 5400 e i capannoni si stanno svuotando molto rapidamente. L’accordo di programma: datato 31 luglio 1996 e firmato da Fiat e Governo allunga i termini di scadenza per le produzioni di vetture elettriche, ibride e a metano. Nessuna scadenza di quelle previste in tale accordo è stata rispettata. Il 28 febbraio si costituisce il consorzio Craa (consorzio per la reindustrializzazione dell’area di Arese). Il 31 luglio diventa effettivo anche il “Consorzio di ricerca” che, contestualmente alla sua attività, crea la piattaforma per lo sviluppo di modelli di “veicoli a minor impatto ambientale” (Vamia). Si calcola che i finanziamenti per questo progetto ammontino a 30 miliardi di lire (nota 6).

Intanto gli in investimenti statali per l’auto elettrica “si spostano a Napoli e a Torino” (nota 7), invece che ad Arese. Chissà perché.

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nota 6: Fonte Slai Cobas
nota 7: Intervento in parlamento dell’onorevole Cinzia Malavenda 15/11/96


1997
Durante il corso dell’anno scatterà la cassa integrazione a “zero ore” per altri 1400 dipendenti in esubero. La nuova configurazione della Fiat Auto nel comprensorio di Arese comporta il mantenimento di un livello occupazionale pari a 4 mila addetti conseguentemente alla cessazione delle produzioni del modello Alfa 164 e del motore 4 cilindri.
Si inaugura il già finanziato programma Vamia, per la produzione di vetture a minor impatto ambientale (auto elettriche a gas naturale ed ibride). Fiat Auto apre un Call Center ad Arese (poi si chiamerà In Action):i primi servizi erogati sono Customer Care e gestione delle Garanzie Contrattuali.

Prende piede il “piano arrocco” che dovrebbe favorire l’insediamento di altre imprese nell’area dell’Alfa di Arese.

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1998
Per la metà dei dipendenti in cassa integrazione dal 1997 si dispone un accompagnamento alla pensione, i più giovani invece “costituiscono una eccedenza strutturabile non riassorbibile (180 persone), a questi Fiat pagherà 75 milioni di lire a titolo di incentivo all’esodo” (nota 8).
Intanto le prime aziende pioniere cominciano a fare capolino, all’interno dell’area di Arese, anche se la loro presenza non si tramuta in posti di lavoro per i dipendenti in attesa di ricollocamento. (Rotamfer, Caris, Inox Center, Italsider acciai e Brb, quest’ultima non si è mai realmente insediata ad Arese).
Qualcuno prova ad essere ottimista. Qualcuno no e si chiede come sia possibile ricollocare degli operai metalmeccanici in aziende che non hanno nulla a che vedere con la meccanica e con i metalli. Qui il lavoro sindacale si fa controverso.
I sindacati autonomi lottano affinché i loro assistiti non cedano alle proposte di queste aziende in quanto le ritengono squalificanti e sconvenienti. Altri sindacati, invece, scelgono la via della trattativa.

nota 8: Pietro Ichino, “A che cosa serve il sindacato”, 2005

1999
Le immatricolazioni delle vetture prodotte ad Arese subiscono un calo del 23% per quanto riguarda l’Europa e del 37% in Italia.

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2000
Fiat decide di cessare la produzione di auto sportive a apre una procedura di licenziamento per 650 dipendenti e si concorda, con l’accordo di programma firmato nel mese di maggio, provvedimenti di mobilità per altri 160.
Il nuovo millennio inaugura, oltre all’ondata di licenziamenti, la stagione di una nuova proprietà. Ai sindacati autonomi comincia ad apparire chiaro il progetto di Fiat di disfarsi dell’Alfa di Arese.
Fiat vende, attraverso due società da lei controllate, Segepark e Belfiore s.p.a. la quasi totalità delle aree all’interno del comprensorio a Immobiliare Estate sei, società bresciana a capo della quale sta Riccardo Conti, onorevole dell’Udc. La somma che la società bresciana versa nelle casse della Fiat (tramite le società veicolo) è di 500 miliardi di lire (nota 9).
L’area più estesa dello stabilimento (650mila mtq)viene acquistata da Aig Lincoln, la seconda compagnia di assicurazioni americana. Grazie ad una joint venture con Estate sei il polo logistico prenderà il nome di Alfa Business Park (Abp) dove la compagnia assicurativa americana deterrà il 70% e il restante 30% sarà la quota della società italiana. Quest’area, verrà chiamata “polo logistico” in quanto avrebbe dovuto fungere da centro di smistamento di merci in appoggio all’aeroporto di Malpensa e della fiera (che allora era solo sulla carta) di Rho- Pero. I sindacati si opporranno a questa scelta in quanto affermano che “questo progetto è estraneo alla vocazione industriale ad alta qualificazione tecnica” di Arese.
I palazzi del centro tecnico e direzionale sono, invece, stati venduti alla compagnia tedesca Munich Re.
A fine anno viene chiusa anche la produzione delle vetture spider.

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nota 9: Fonte La Padania 22 novembre 2002

2002
La produzione delle auto Vamia (in forte crisi) viene trasferita a Torino, la produzione motori, invece, viene del tutto smantellata. Nello stesso anno il progetto del Governo e della Fiat (non è mai uscita dalla stanza dei bottoni di Arese) è quello di ricollocare tutti i 1023 lavoratori in cassa integrazione straordinaria. I dipendenti dell’Alfa sono 2300. In data 5 dicembre la Presidenza del Consiglio dei Ministri emette un accordo di programma nel quale riconosce lo “stato di crisi” della Fiat, autorizzando finanziamenti e provvedimenti che contribuiscano allo sviluppo e il rilancio della Fiat Auto. Per lo stabilimento di Arese si promette che, oltre al presidio tecnologico, “saranno occupati nell’area circa 2000 lavoratori di Fiat Auto, di società del Gruppo Fiat e di aziende già allocate nel Craa”. Promesse.
Le trattative vivono, dopo il 2002, una netta battuta d’arresto. I sindacati insorgono e organizzano più di 30 blocchi stradali che molti automobilisti probabilmente ricorderanno (l’arteria più colpita è la Milano-Laghi che costeggia lo stabilimento) nel giro di un biennio. Vengono messi in cassa integrazione altri 550 dipendenti.

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2003
Grande svolta all’inizio dell’anno: il 27 febbraio la Regione Lombardia, la Provincia e i Comuni interessati (Arese, Garbagnate, Rho e Lainate) firmano un accordo che prevede la creazione di un “Polo della mobilità sostenibile”. La Regione commissiona all’Enea uno studio di pre-fattibilità del Polo della Mobilità.
Si può fare.
Il progetto prevede l’insediamento, nelle aree dimesse dell’Alfa, di strutture di ricerca per sistemi di mobilità urbana alternativa.

Intanto la produzione di automobili Alfa dà l’addio ufficiale allo stabilimento di Arese. La produzione è trasferita allo stabilimento di Pomigliano d’Arco, ad Arese resta soltanto la progettazione.

Durante un incontro al ministero del Lavoro, Fiat e Cgil, Cisl e Uil hanno firmato un’ intesa sul prolungamento, per le 550 tute blu in cassa integrazione dal 2002, che potranno contare sull’ammortizzatore sociale fino al 31 dicembre 2004. La promessa è che, dopo quella data i lavoratori dovrebbero essere ricollocati nelle nuove aziende che si insedieranno nell’ area ex Fiat.

Il 26 luglio il Tribunale di Milano ha emesso un decreto contro la Fiat per attività antisindacale, ordinando la sospensione della cassa integrazione ad Arese e il ripristino della produzione dei veicoli a minor impatto ambientale. (Vamia).
Il giudice del lavoro Riccardo Attanasio motiva il provvedimento con “la mancata preventiva informazione sul trasferimento della produzione Vamia ad altri stabilimenti del gruppo”. La Fiat, perciò, dovrà rimborsare gli stipendi non versati e il reintegro dei 1023 dipendenti in cassa integrazione. (dei quali 300 in cassa integrazione lunga 7 anni).
Qui la vicenda si tinge di giallo. I lavoratori scopriranno che, di fatto, sarà impossibile per loro tornare al lavoro.
Una settimana prima di questo provvedimento ad Arese si sono presentate le ruspe. Di certo non hanno bussato prima di entrare. Le catene di produzione sono state completamente distrutte insieme a “macchinari e impianti utilizzabili e vendibili, non certo da rottamare” (nota 10) assicura la Fiom. I sindacati reclamano anche la violazione della privacy, dato che questa azione distruttiva ha colpito anche gli armadietti dei dipendenti, distruggendoli e mostrandone, perciò, il contenuto. Questa vicenda, dai lati decisamente oscuri, non è mai stata approfondita abbastanza né in sede mediatica ne in quella giudiziaria.

nota 10: http://www.corriere.it/Primo_Piano/Economia/2003/07_Luglio/26/arese.shtml

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2004
Il progetto del “polo logistico” (da non confondere con il polo della mobilità sostenibile) comincia a diventare effettivo. Il 14 aprile Regione, Comuni e imprese proprietarie dell’area firmano un accordo di programma per la realizzazione di un “polo di interscambio merci” da insediarsi nei 650mila mtq dell’area di Abp. Anche in questo caso si ventilano prospettive incoraggianti per i lavoratori: l’impegno delle parti in causa è quello di offrire 550 posti di lavoro per gli ex dipendenti dell’area.
Lo spettro della speculazione comincia, però, a materializzarsi sull’area di Arese. Immobiliare Estate Sei diventa Duema a capo della quale vi è Marco Brunelli proprietario gruppo Finiper (Iper, Gs e Unes).

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2005
Rimangono soltanto gli enti centrali di Fiat Auto (Powertrain), il centro stile e di progettazione. La presenza di Fiat si limita ad un solo capannone dell’area di Arese (n.10).
Nota positiva: 100 lavoratori ex-alfa sono stati ricollocati nelle aziende municipalizzate di Milano come promesso. Il consorzio C.r.a.a. si perde per strada, e per i dipendenti non si fa altro che prorogare di anno in anno la cassa integrazione. Il porto di Genova propone 500 milioni di euro per creare una banchina del porto all’interno dell’area ex-Alfa. L’idea è quella di creare una postazione che serva da supporto logistico all’attività commerciale del porto ligure. I sindacati rifiutano: “vogliamo il polo dell’auto” (nota 11). Anche la Tvr, azienda inglese che assembla componenti per automobili di lusso, sembra interessata ad investire su quest’area: dichiara di poter assumere 115 dipendenti.

nota 11: Corriere della Sera 16/3/2005

 

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Oggi
La Regione Lombardia il 3 aprile dichiara: “E’ stato firmato da Sviluppo Italia il contratto per l’acquisto di parte delle aree ex Alfa Romeo su cui si insediera’ il Polo per la Mobilita’ Sostenibile, che portera’ ad Arese imprese e centri di ricerca attivi nell’ambito delle tecnologie eco-compatibili e della mobilita’ sostenibile”. Sviluppo Italia ha comprato 70mila mtq dell’area. Vengono promessi 270 posti di lavoro.
Il 6 aprile presso il ministero del Welfare viene firmato un accordo tra Governo, sindacati e azienda nel quale si prevede una proroga di un anno della cassa integrazione per 377 operai di Arese. E’ il quarto anno di proroga della cassa integrazione. Nel frattempo nella zona Abp si sono insediate aziende come la Pirelli (la quale per il momento si limita a ristrutturare i capannoni ad essa destinati: 8.590 mtq), la Fiege multinazionale austriaca della logistica (occupa 8mila mtq ed è stata oggetto di recenti attacchi in quanto vorrebbe assumere soltanto lavoratori precari, strategia che non rispetta gli accordi del 2003 per il ricollocamento dei dipendenti ex Alfa) e Futura, azienda che confeziona cialde per la Lavazza che si è aggiudicata 17mila mtq del polo logistico. Per il momento non è dato sapere se queste aziende hanno assunto dipendenti dell’ex stabilimento dell’Alfa.

La struttura odierna dello stabilimento è composta da tre aree principali:
• l’area Abp di 650 metri quadri (polo logistico) all’interno della quale si sono insediate le aziende citate.
• L’area acquistata (70mila mtq) da Sviluppo Italia e per la quale siamo in attesa del polo della mobilità sostenibile e di progetti concreti. All’interno di quest’area resistono i pochi centri attivi Fiat (direzionale, progettazione e Powertrain e call center In Action)
• L’area che appartiene a Duema (ex estate sei) che oggi è vuota.

Di sicuro ci sono solo i numeri.

Le persone che tuttora lavorano in questo stabilimento sono 770 di cui 490 in Fiat auto 200 in Powertrain e 80 nei servizi vari (non consideriamo i dipendenti del call center in-Action). In cassa integrazione straordinaria ci sono ancora 489 lavoratori di cui 370 di Fiat Auto, per i quali il Governo ha concesso la proroga per il quarto anno, 114 di Powertrain e 5 di Purchasing (acquisti).
Molti dipendenti sono in cassa integrazione da 4 anni a 550 euro al mese.

A giudicare dai risultati si direbbe che l’obiettivo di Fiat e Governo, in questi anni, sia stato quello di smantellare questa sede produttiva e non il contrario. Ora c’è chi sospetta che l’intenzione della proprietà sia quella di cambiare la destinazione d’uso dell’area per trasformarla ad uso commerciale. Pare, però, che i Comuni interessati (ai quali spetta la decisione) tengano duro.
Intanto scattano le prime perquisizioni da parte della Guardia di Finanza all’interno dell’inchiesta sul fallito piano di reindustrializazzione dell’area: Le Fiamme Gialle si sono presentate con un “ordine di esibizione di documenti nelle sedi della Fiat a Torino, della Regione Lombardia e del consorzio pubblico-privato Craa” (nota 12).
Tante domande ma poche risposte, ma soprattutto pochissimi passi concreti.
Delle promesse della Regione nessuna si è tramutata nella creazione di posti di lavoro per gli ex-dipendenti Alfa.

Non solo i dipendenti Alfa sono stanchi di aspettare, paradossalmente (o è un segnale importante che ci fa capire tante cose?) anche le società che dovrebbero investire minacciano di dire addio agli affari nell’area di Arese: «Qui è impossibile lavorare – dice sfiduciato Miles Jones, amministratore delegato di Aig Lincoln Italia -abbiamo già perso molto tempo per cercare di realizzare il nostro business park: se non ci sono le condizioni, allora è inutile andare avanti (nota 13)» e ancora : « O il polo della mobilità sostenibile parte al più presto, o saremo costretti a rinunciare ad Arese » dichiara un portavoce di Tvr . Chi avrà l’interesse nel tenere lontano gli investitori da quest’area?


Se facessimo qualche semplice (e semplicistico) esercizio di sottrazione scopriremmo che dal 1994, data dei primi accordi istituzionali per la reindustrializzazione dell’area, ad oggi l’azienda è passata da 10mila dipendenti (e se torniamo al 1986, data dell’avvento della Fiat erano 16mila) a soli 770. Risultato: migliaia di dipendenti licenziati o messi in mobilità. E ancora oggi non vi è nessuna prospettiva concreta.

Se questa è reindustrializzazione.

27 luglio 2006

Andrea Trentini

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nota 12: Corriere della Sera 21 aprile 2005

nota 13: Corriere della Sera 24 febbraio 2006

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il primo Protocollo di intenti tra Fiat e il Governo
Sfogliando articoli del protocollo, formalizzato presso la Presidenza del Consiglio, si legge che quest’ultimo prevede “la realizzazione di un programma per la ricerca e lo sviluppo di veicoli innovativi a basso impatto ambientale, mirato alla produzione di veicoli a emissione zero ed a ridotto inquinamento acustico per trasporto privato, collettivo e di merci”.
Tale programma sarebbe finalizzato a “contribuire in modo efficace il miglioramento delle condizioni ambientali ed è inoltre finalizzato a consentire lo sviluppo di una domanda nazionale e internazionale di buone dimensioni (parliamo di veicoli a basso impatto ambientale) aprendo prospettive di produzione consistenti”. Fiat si impegna inoltre a svolgere, all’interno dello stabilimento di Arese, e di concerto con Enti pubblici e privati, attività di ricerca e di sviluppo, ponendo anche le scadenze per la data d’inizio della produzione di vetture elettriche e a metano. A dodici anni da questo accordo dobbiamo registrare il fallimento di questo progetto. Questo nuovo tipo di vetture e tutto l’indotto tecnologico non è affare da poco. E’ impresa ardua creare a tavolino, nel giro di pochi anni, un mercato così sconvolgente dal punto di vista economico e sociale.
E’ lecito, perciò, storcere il naso davanti a questo tipo di accordo. Ci si chiederà come fosse possibile, all’inizio degli anni ’90, credere davvero che un progetto del genere avrebbe potuto realizzarsi. L’impressione è che Fiat, avendo grande potere occupazionale, tenesse in scacco il Governo, posizione dalla quale poteva permettersi di sottoscrivere accordi del genere che garantissereo finanziamenti per progetti che, eufemisticamente parlando, definiremmo difficilmente concretizzabili. “Io ti assicuro il lavoro per i tuoi cittadini, ma tu, in cambio, mi dai tutte le garanzie e gli aiuti necessari (e anche di più) affinchè io possa continuare a svolgere il mio lavoro”.

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legge regionale n.30/94
La legge regionale n.30 approvata il 15 novembre del 1994 promuove gli interventi di recupero e riqualificazione di aree industriali dismesse (il governo era impegnato a far riconoscere dall’Unione Europea l’area di Arese come area industriale dimessa) regola i finanziamenti erogabili per queste operazioni e ammette la creazione di società specializzate con le quali la Regione può effettuare delle convenzioni per favorire la reindustrilizzazione dell’area.

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Craa (consorzio per la reindustrializzazione dell’area di Arese)
Il consorzio di ricerca, rivolto in via prioritaria allo sviluppo e all’innovazione nel campo delle vetture a ridotta emissione, è stato costituito in data 31 luglio 1996, contestualmente alla firma dell’accordo di programma tra Governo e società Fiat. In detto accordo di programma è specificato che la Fiat si impegna ad avviare l’attività produttiva di vetture a ridotto impatto ambientale nell’area di Arese compatibilmente al raggiungimento di adeguati volumi di domanda, ed il Governo, parimenti, si impegnava a predisporre le misure e gli interventi idonei a favorire la diffusione di veicoli produttivi ecologici e, pertanto, a costituire il presupposto dell’avviamento produttivo con specifiche norme dispositive entro il 31 dicembre 1996. La durata del consorzio è di 5 anni ma dovrà essere prorogata fino al completamento delle attività di ricerca previste dall’Accordo di Protocollo.

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Consorzio di ricerca
Il consorzio di reindustrializzazione, dotato di due miliardi di capitale, è finalizzato alla promozione dell’insediamento di attività produttive nel comprensorio di Arese. E’ partecipato al 30 per cento da Fiat Auto, al 15 per cento dalla Finlombarda Spa, al 15 per cento da BIC Lombardia Spa, al 10 per cento dalla provincia di Milano, al 10 per cento dalla camera di commercio di Milano ed al 20 per cento dalle amministrazioni comunali che insistono sul suddetto comprensorio (Arese, Bollate, Garbagnate, Lainate e Rho). Molti hanno espresso forti dubbi sull’efficienza del lavoro di tale consorzio.

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piano arrocco

“Tale piano – risponde alla Camera, in data 16/7/97, Salvatore Ladu – è finalizzato a rendere disponibili le aree per le attività coordinate dal C.r.a.a. attraverso la realizzazione di un processo di riallocazione e concentrazione delle attività industriali di Fiat Auto meccanica e carrozzeria nel comprensorio di Arese”.
Al termine di tale processo (entro il 1998), l’area resa disponibile da Fiat Auto per le attività coordinate dal C.r.a.a. ammonterà complessivamente a 900 mila metri quadri di cui 380 mila coperti. La realizzazione del piano di «arrocco» comporterà un programma di investimenti di circa 112 miliardi, rispetto ai circa 60 previsti nell’accordo del 28 giugno 1996, da completarsi entro il 1999.

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Polo della mobilità sostenibile
Il “Polo della Mobilità sostenibile” (Pms) infonde una buona dose di ottimismo per il futuro dell’area.
La Regione Lombardia commissiona all’Enea (ente per le nuove tecnologie, l‘energia e l’ambiente) uno studio di prefattibilità del progetto “Polo della mobilità sostenibile”.
“Il progetto costituisce la risposta in positivo alla crisi dell’insediamento industriale Fiat -Alfa-Romeo di Arese – si legge nel comunicato di presentazione del progetto da parte dell’Enea – così come è stata elaborata dalla Regione Lombardia di concerto con le Organizzazioni Sindacali (accordo del 27 Febbraio 2003) , con le Amministrazioni comunali competenti e le società proprietarie delle aree (Protocollo di intesa del 28 Luglio 2003, accordo di programma del 13 Aprile 2004)”.
Questo progetto si ripropone di individuare le possibili soluzioni alla crisi ambientale in Lombardia, riqualificare il sistema industriale lombardo, riposizionare l’impegno della ricerca avanzata nel settore della mobilità e collocare la Lombardia nel piano strategico dell’Unione Europea incentrato sull’impiego dell’idrogeno come vettore energetico del futuro. “ci si è mossi per mantenere l’integrità dell’area, per aggiornarne la vocazione automotive e per non cedere quindi a tentazioni che ne favorissero la frammentazione” si legge sul sito internet che l’Enea dedica al progetto .
Il gruppo di lavoro, costituito da 36 ricercatori, ha lavorato per due anni (coordinati Mario Agostinelli) alla fine dei quali hanno potuto divulgare un rapporto che esprimeva parere positivo per quanto concerne la fattibilità del progetto. La sede nella quale si sarebbe dovuto insediare il Pms è la zona del cosiddetto “piano arrocco” di proprietà di Estate sei.
A tre anni dall “approvazione” da parte Enea non c’è ancora l’ombra di un polo della mobilità nell’area di Arese.
“La Regione non lo ha mai divulgato, quando sono stato eletto consigliere regionale nessuno ne sapeva nulla” dichiarerà tre anni più tardi Agostinelli.
Forse quel rapporto, l’unico prodotto che permetteva di guardare con un certo ottimismo sul futuro dell’area, sta ancora chiuso in qualche cassetto ai piani alti del Pirellone.

 

 

 

CASSIUS COME GIRA IL MONDO: BUSH AVEVA LE PALLE OBAMA PALLINE CINESI

ottobre 27, 2009

 

 


MILANO – L’Iran accetta il «quadro generale» della bozza di accordo redatta durante i negoziati con Russia, Stati Uniti e Francia, sotto l’egida dell’Aiea, ma chiede «modifiche importanti». La proposta prevede il trasferimento all’estero di parte dell’uranio per ottenere in cambio combustibile. Una fonte citata dall’agenzia ha detto che Teheran darà la sua risposta ufficiale Leggi ancora

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Il gioco del ping pong: Osama Barak Obama sembra che porta più guai a rimetterci sono i giovani marines e vittime non collaterali che da una parte i maniaci del dialogo Politico e clericale urlano al dialogo ma pare che per l’Obamania, se n’impipano, poiché, una cosa è l’uomo, l’altro e l’essere criminale che bisogna trattarlo con le sue stesse armi senza pietà. Chiuso Quantanamo, soddisfatti i buoni e gli stessi li rivediamo come sono fatti che ti deludono, basta vedere il marcio che esce dal caso Marrazzo, quanti buoni e bacchettoni che facevano meeting, girotondo di valori e lezioni di Democrazia, ma era evidenti che questi mai nati con questo dna! Quante volte, ho scritto che i quattro dell’Apocalisse Chiraq, Schoedher, Prodi Annan negando aiuto agli Usa per sorvegliare i confini Afghanistan Iraq Siria e parte turca ove v’e passaggio d’armi e non “ resistenti ” ma, kamikaze pazzi da legare, ecco che, una guerra vinta al grido: lampo vediamo l’Onu tergiversa contro l’Italia del Cavaliere nero, per i respingimenti ove entrano ed escono, criminali kamikaze, soldi con poveri cristi, mentre assistiamo impotenti una strana crisi economica globale, il greggio oltrepassare, i lampi lunare, le banche ad annaspare e fallire: datosi che in Afghanistan si produce più coca, terrore e morte, mentre nel mondo i chierichetti e presunti Mele buone, intenti a raddrizzare banane che nella sua madre terra, niente produzione, visto che devono scappare con ogni mezzo da Paradisi terrestri per non morire di fame: pensate tutti i denari spesi in guerre: non crediate che avrebbe fatto diventare ricchi e nutrito, tutti i bambini e cristianucci del globo! I Cristiani e l’Uncr rimbrottano Berlusconi il male in terris lassù per quei 150 milioni di morti per mano dell’idiota ideologia Comunista in terra nessuna paga per questo genocidio, anzi gli danno il Nobel a chi controlla agenzie di morte come a:

Mikail Gorbaciov il Kgb, Shimon Peres per il Mossad, Osama Barak Obama la Cia e i prossimi a Mahamud Ahmadinejad per l’IRNA e Osama Bin Laden per Al Qeada? By Vincenzo Alias Il Contadino. Matera.

AI SUONATORI E ALLA GIUSTIZIA ADDIO, GRAZIE ALLA CASTA INTOCCABILE ALTRO L’IMMUNITA’.
LA GIUSTIZIA PUO’ ATTENDEREANTI ITALIANI ALZATE LA TESTA!! SE CONTINUATE COSI’ CON GIROTONDI, LA PAPYATA E SCOSSE SIETE AL GUINZAGLIO E CONTRO IL VOSTRO PAESE. 

 

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MARRAZZIAMOCI COSI ..E IO PAGO!

ottobre 26, 2009

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30 giorni di malattia per Marrazzo, il Cav più anziano va in tutto il mondo.

Poi hanno pure il coraggio che è malato e che deve dimettersi per cosa e per chi? Una cosa è certa la furbizia della Sinistra a sviare sempre ed uscire indenne. Come lo fu per mani pulite perché si usò un cane di tartufi anziché quello per la ricerca dei miliardi che si fermavano all’ascensore di Bottega Oscure. In poche parole sono 60 anni che la Sinistra tira la corta sempre più tesa senza fare le Riforme che occorrono al Paese per lo sviluppo e benessere dei cittadini, pure di non toccare i pochi magistrati dall’ermellino rosso diventato sempre più Casta che pretende pure di surrogare il Parlamento! Ora Bersani parla di salari bassi, ma la Cgil sè mai chiesto in quale squadra gioca? L’aumento anche per il terrorista segretario di D’Alema? Questa si chiama miopia altro la retorica prenderci per il lato B chi come il sottoscritto, ha bisogno dopo aver lavorato 43 anni per un assegno Inps poco più di 1100 euro più 300 di confisca?

By Vincenzo Alias Il Contadino. Matera.

 

 

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MUDU, UCCIO: Rutelli VA CON CASINI – E VAI VA…

ottobre 26, 2009
 

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Faccia bella va, esce e va nei Casini: come dire dalla padella alla brace. Capisco, ma con chi, se politico che tanto poco per il suo voltagabbana? Solita solfa del politico fallito che, girandola un po’ di qua e di la senza seguire la meta e andare dritto. Si può capire il cambiamento o la chiusura di un partito, ma che senso ha svolazzare in Partiti solo per dire solo che ci sei, ma accorto d’idee per avere una meta ben definita? Per esempio: io ero e sono socialista: ma visto che, non vedo nulla in orizzonte almeno nei miei paraggi potrei mai fare politica col niente? Mi spigo ma Rutelli se accusa il premier di tutto e di più poi lascia la palombella in Mediaset? Cosi altri che sputano nel piatto che mangiano e mungono la mucca di tanti miliardi di cahet: in poche parole l’ideologia fa a farsi friggere come Santoro e Kompagnuzzi cuore a Sinistra portafoglio a Destra alla faccia della coerenza ed insistono d’essere Democratici ed avere Valori: stoie tante Mele, Marrazzo, Di Pietro e Leoluca orlano che Idv non pretendo posti ma allora perché insistere per avere la Presidenza della commissione Vigilanza Rai? Valori e Democraticità: cchisse hanno famiglia!By Vincenzo Alias Il Contadino. Matera.

Strappo di Rutelli: "Andrò da Casini" Bersani: "Non sottrarti a questa sfida"

Roma – Neanche un giorno per assaporare la vittoria che già deve tirare acqua sul fuoco delle polemiche. A chi gli domanda se tema una possibile scissione Pier Luigi Bersani, neo eletto segretario del Pd con il 53,3% delle preferenze, nega con forza: "Assolutamente no". E torna su un tema altrettanto caldo, su cui si è già espresso varie volte: non è detto che sia lui il candidato premier. O meglio, non è automatico. Leader del Pd già dimezzato? Presto per dirlo. Comunque l’inizio non è dei più tranquilli per Bersani, dal momento che i rutelliani già iniziano a scalpitare. E guardano a future alleanze con il centrista Casini. Le alleanze Non lo dice chiaramente ma nella sua mente c’è l’idea di ridare vita a una forma riveduta e corretta dell’Ulivo. "Il Pd – dice il segretario – offre un quadro generoso di confronto in vista di un’alternativa e si rivolge in modo largo a tutte le forze di opposizione". Quindi alleanza da Di Pietro a Casini? Troppo presto per dirlo. Intanto Bersani pensa all’alternativa: "Contiene il concetto di opposizione, non sempre il concetto di opposizione contiene il concetto di alternativa. E io invece credo che sia importante offrire un’altra possibilità agli italianì. Le riforme Interpellato sul dialogo col centrodestra sul tema delle riforme, il neo segretario del Pd mette le mani avanti: "Dialogo è una parola malata, quella giusta è confronto, in parlamento, dove ci possono essere le proposte di riforme della maggioranza ma anche le nostre io lo concepisco così il confronto". La crisi economica "Se c’è da fare qualche sforzo per aiutare lavoratori, piccole imprese e famiglie, un grande sforzo collettivo, noi siamo pronti". Per la sua prima uscita in pubblico Bersani sceglie Prato, visitando un’impresa tessile e dichiarandosi disposto a collaborare per affrontare la crisi economica. Ma non perde occasione, il segretario del Pd, per attaccare il governo perché "un anno fa abbiamo buttato via soldi che sarebbero stati preziosi per affrontare la crisi" con misure come il taglio dell’Ici egli straordinari. "Si è buttato via un anno – sostiene Bersani elencando le sue proposte – ed invece bisogna mettere i soldi in tasca alla gente che si sta impoverendo; andare incontro direttamente alle piccole imprese per dare un po’ di fiato e mettere mano agli investimenti perché non è possibile che bisogna aspettare il ponte sullo Stretto per investire".  Rutelli guarda a Casini Francesco Rutelli si accingerebbe a lasciare il Pd per andare con Pierferdinando Casini? "Con Casini, ma non subito e non solo". L’ex vice presidente del Consiglio ammette che, "in questi due anni, il Pd ha sprecato un patrimonio anziché costruirne uno nuovo". "Avremmo dovuto cambiare terreno di gioco, allenatore, squadra, pallone, modulo tattico, perfino i tifosi – ha spiegato Rutelli – dopo quindici anni era evidente che lo schema dell’Unione era finito. Bisognava cambiare tutto. E invece non è cambiato niente. Il Pd è senza ceti produttivi. Vota per noi soltanto il 13-14% dei piccoli imprenditori. Ne votavano di più per il vecchio Partito comunista. Siamo senza operai, senza ceto popolare". Secondo Rytelli, infatti, "il discorso che Veltroni fece nel 2007 al Lingotto e una conduzione battagliera della campagna elettorale del 2008 hanno portato il Pd a conquistare un terzo dei voti. Da allora lo stesso Veltroni si è affidato a un eclettismo senza baricentro politico, non è mai più arrivata una proposta chiara. Gli elettori hanno percepito soltanto un rumore di fondo remoto e confuso". E allora? "Deve formarsi una forza nuova – ha continuato – per favorire aggregazioni che nascano da questa crisi, un confronto tra moderati del centrodestra e democratico – riformisti del centrosinistra". La replica di Bersani Immediata la replica di Bersani a Rutelli per rimarcare che "la prova di ieri è stata inequivocabile: abbiamo avuto una spinta, un incoraggiamento formidabile e inaspettato sia dagli iscritti, dai militanti e dai cittadini". Secondo il segretario del Pd, è "indiscutibile" che "chi ha partecipato alle primarie, ha pagato 2 euro, ha fiducia nel progetto del fiducia che è un partito nuovo e non un partito vecchio". "Non credo – ha, infine, concluso Bersani – che qualcuno voglia sottrarsi a questa sfida". L’alleanza con Di Pietro Messaggio netto dal leader Idv, Antonio Di Pietro, al neosegretario del Partito democratico: il suo partito rompa tutti i ponti con Berlusconi e costruisca un’alleanza per l’alternativa con l’Italia dei valori. "Bersani dimostri quello che vuole fare: se mettersi a dialogare con noi o con Berlusconi", ha avvertito l’ex pm, che ha poi aggiunto: "Da questa scelta dipenderà il futuro dell’alleanza, che noi ci auguriamo ci sia e sia a 360 gradi". Di Pietro ha fatto sapere che l’Idv vuole "un’alternativa di governo anche con il Pd, se il Pd si libera di zavorre, lacci e lacciuoli, che finora hanno impedito di esplicare al massimo il loro lavoro". "Il Pd – ha concluso Di Pietro – deve capire una volta per tutte che Berlusconi va combattuto e non assecondato come finora hanno fatto". Per le prossime regionali contano "programma" e, soprattutto "candidature: posto per posto, consiglio regionale per consiglio regionale". "Perché non ci si sposa al buio e di questi tempi – ha ironizzato Di Pietro – è bene sapere con chi vai". http://www.ilgiornale.it/interni/rutelli_ludc_non_ora_e_non_solo_bersani_non_sottrarti_questa_sfida/politica-partito_democratico-bersani/26-10-2009/articolo-id=394006-page=1-comments=1

Per Bersani la grana alleanze
Rutelli: «Io andrò da Casini»

 CORSERA

18:51  CRONACHEL’ex sindaco annuncia la scissione: «Serve forza nuova, non sarò solo». E Di Pietro incalza il neo-segretario: «Scelga, dialoghi con noi o con Berlusconi»MarinoD’Alema
Video-Al voto a MilanoLe primarie a Rom

AI SUONATORI E ALLA GIUSTIZIA ADDIO, GRAZIE ALLA CASTA INTOCCABILE ALTRO L’IMMUNITA’.
LA GIUSTIZIA PUO’ ATTENDEREANTI ITALIANI ALZATE LA TESTA!! SE CONTINUATE COSI’ CON GIROTONDI, LA PAPYATA E SCOSSE SIETE AL GUINZAGLIO E CONTRO IL VOSTRO PAESE. 

 

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