Il Governo Berlusconi incaprettato da”George”magistrati,Fini,Casini e Lega dal’94 al 2012

 

COMUNISTI? NO, GRAZIE!

 

DERRATE CHE SEI TU,PURE GLI UTILI?

I COMUNISTI MILIARDARI PADRONI

DA COMUNISTI RIVOLI DI SANGUE!

MIO AMICO POLITICO GIORNALISTA

 

UN POLITICO GIUSTO

HO VERSATO SANGUE ALLA PATRIA

 

 

Democratico o SMEmo:

 

“operai insorti o“teppisti”e“spregevoli provocatori”come scritto su L’Unità nell’elogiare gli eventi dell’intervento Sovietico dichiarando:“L’intervento Sovietico ha non solo contribuito a impedire che l’Ungheria cadesse nel caos e nella controrivoluzione,ma alla pace nel mondo”

 

ELLA ERA PRESIDENTE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI MA LAZO’ LA MANO

http://www.youtube.com/watch?v=_eCb9gmTrGA&feature=related   finanziamenti

Il Governo Berlusconi incaprettato da“George”magistrati Giustizialisti,Casini,Fini, e Lega

 

— E io pago! Recitava il Principe de Curtis in arte Totò!Lo so la verità fa male,ma a sentire cchisti“Tecnici,direttori di testata,ma giornalai al soldo di“Padroni”compreso l’Unità,nota Velina della Pravda nata per l’unico sogno:vedere avverarsi di prendere il potere senza il voto del popolo e D’Alema,disarcionò Prodi,senza l’avallo del Parlamento,iniziò a bombardare i Balcani,secondo voi,quanti innocenti civili persero la vita e che li ha sulla coscienza,senza aver pagato le conseguenze Politiche?Oggi,dopo l’attacco all’apolide euro,senza una Patria e Banco Centrale che lo sostenga,noi cittadini UE,abbiamo rimesso tutto il gruzzoletto sudori di una vita,Valori Cristiani e Culturali!In pratica,sbracati,senza un futuro familiare e, vedere parte della  la Chiesa che colpevolmente aiuta proprio chi dovrebbe punire nel voto.Uniti“Uno per tutti”ciarlano e sbrodolando che questa crisi è colpa del Cavaliere pur sapendo che il Debito Pubblico è dovuto al Pci,senatori a vita che per il clientelismo,hanno costruito“Cattedrali nel Deserto”accontentando quell’opposizione che pian piano ha preso il potere con le grande famiglie recitando”Mea culpa non mea Marxima culpa”ma,la verità che la Bbe con Draghi ha regalato mld€ a queste Banche che guarda caso,detengono in portafoglio azioni di tutte le Aziende,ma quando un piccolo imprenditore,parte integrante nella crescita,chiede un prestito gli viene sbattuto la porta in faccia o dato ad un tasso da strozzino!Ecco, che nel periodo di crisi mondiale,cchisti“guaglioni”dopo il danno,altro dire mafiosità,di questi“Onorevoli” che a volte(senza fare di tutta l’erba un fascio)sono entrati in Politica con le pezza a culo,né arte,né parte,ma se la passano alla grande con allori,lauto stipendio,vitalizie,auto blu,scorte e tanti privilegi…e io pago!Oggi,vivono chi con odio ed invidia  anche se con“George”hanno non solo affossato il Paese,oramai stremato,e che,difficilmente si potrà rialzarsi,perchè mai ci metteranno“Paletti e Riforme”come auspicava il mio amico Statista Bettino Craxi:altro sbandierare di una fiducia riconquistata dal Popolo:veramente è incazzato,perchè Lei“Re Giorgio Marx I”con l’uomo de Monti,Casini,Fini e Bersani  con questo governicchio avete distrutto i sogni degli Italiani,altro dire Avanti Popolo:cchisti picchè l’avete umiliato e gabbato in modo Gattopardesco arraffando senza meriti e voto posti Istituzionali paralizzando l’Esecutivo ai voleri di Famiglie e lobby!Pensaci Giacomino!

 

 

 

http://marcocampione.wordpress.com/2011/09/12/sciopero-unita-pci-pd/

 

ECCO COME TUTTI QUESTI NELLA FOTO HANNO FATTO  CARRIERA O SISTEMATI  INFILTRATI NELLE ISTITUZIONI SPESSO SENZA MERITOGRAZIA, MA HANNO CAMBIATO LA STORIA E DATO RICCHEZZA AL PAESE? PENSACI GIACOMINO

Fuori dalle fabbriche con in mano una copia de l’Unità. Del 1984.

A una settimana dallo sciopero generale della Cgil, consentitemi una ulteriore notazione, suggeritami dalla prima pagina dell’edizione speciale che l’Unità ha dedicato allo sciopero.

 

Una prima pagina fatta rievocandone un’altra: quella dello sciopero contro il taglio di quattro punti di scala mobile, taglio voluto da Craxi nel 1984 e sciopero indetto dalla sola Cgil, esattamente come quest’ultimo. Nell’84 Massimo D’Alema (che nel molti anni dopo – da segretario del Pds – dirà ciò che ha detto sul contratto nazionale di lavoro) era il giovane segretario del PCI della Puglia ed era entrato da un anno in Direzione Nazionale, assieme – tra gli altri – a Piero Fassino, all’epoca giovane dirigente del PCI torinese.

E che cosa ha scritto di quello sciopero, di Enrico Berlinguer e del PCI, Piero Fassino nel suo libro – Per passione – uscito nel 2003? Perdonate l’ampia citazione (i grassetti sono miei), ma credo che meriti; in compenso il mio commento sarà brevissimo.

Nonostante la Cgil mobiliti milioni di lavoratori in un’imponente manifestazione a Roma nella primavera dell’84, Craxi tiene duro. Il Pci annuncia allora che raccoglierà le firme degli italiani per sottoporre il decreto a referendum. […] Sono anni molto difficili. Il Pci è su un binario morto: l’esaurimento della strategia del compromesso storico non ha portato all’elaborazione di una alternativa. […] È la deriva identitaria e solipsistica di un partito che – di fronte alle difficoltà del presente – non sa opporsi al richiamo delle sirene del passato. Un partito che si rifugia in una autoconsolatoria riaffermazione di identità, di cui si rivendica la “diversità”: come se la differenza tra noi e gli altri partiti fosse un fatto genetico, e non più semplicemente programmatico. Un partito che si esilia, così, in una malinconica e solitaria navigazione senza bussola. Questo è quello che penso in quegli anni, e ho sempre avuto l’idea che lo stesso Berlinguer ne fosse consapevole.

Mi è capitato spesso di pensare a Berlinguer come a un campione di scacchi che sta giocando la partita più importante della sua vita: la partita dura ormai da molte ore; sta giungendo alle battute finali e guardando la scacchiera il campione si accorge che, con la prossima mossa, l’avversario gli darà scacco matto. Ha un solo modo per evitarlo: morire un minuto prima che l’altro muova. In fondo, la tragica fine risparmia a Berlinguer l’impatto con la crisi della sua strategia politica. […]

In politica – e non solo in politica – si commette spesso l’errore di subordinare i tempi della realtà a quelli dell’organizzazione. E così, se una scelta appare troppo radicale o di rottura, e quindi rischiosa, si preferisce rinviarla, attutirla, graduarla, anche oltre ogni limite ragionevole. Prevalgono, insomma, l’autoreferenzialità, lo spirito di conservazione, l’arroccamento. E si perdono occasioni, credibilità e consenso.

La cosa che mi ha impressionato di più della rilettura di quelle pagine (e ringrazio l’Unità, che con la sua scelta di evocare quel passato mi ha spinto a farlo), non è tanto la loro straordinaria attualità, quanto il loro lucido testimoniare il fallimento della generazione dei D’Alema e dei Fassino. E il fallimento non è – si badi bene – quello descritto da Piero Fassino nelle pagine che ho riportato, ma quello rappresentato dall’evidenza di come avessero (tra la fine dei Novanta e l’inizio del nuovo secolo) capito già tutto. E nonostante lo avessero fatto, non sono riusciti a portare con sè il loro popolo (che poi è il mio, il nostro) in quella consapevolezza della necessità di voltare pagina e farsi contemporanei.

Il referendum sulla scala mobile ha rappresentato il punto più basso della parabola del PCI e oggi viene rivendicato dai giovani più o meno turchi che vorrebbero esercitare un’egemonia (politica, ma soprattutto culturale) sul Pd come fosse un mito. Ciccio Cundari, ad esempio, ha titolato sul proprio blog “Dove eravamo rimasti” a testimonianza dello spirito con cui l’Unità ha fatto quel titolo.

E a testimonianza di come si stia tornando a perdere occasioni, credibilità e consenso.

 

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