Cul de sac del Pd:essere o non essere Democratici?Quando vuole, Napolitano dà la grazia – IlGiornale.it

Cul de sac del Pd:essere o non essere Democratici?Quando vuole, Napolitano dà la grazia – IlGiornale.it.

Cul de sac del Pd:essere o non essere Democratici?

 

Premesso che dal Pci al Pd questi Dirigenti non sono mai stati Democratici, ma rifletteteci, se fossero Politici cinesi, coreani o cubani e saputo che fossero Culo$Camicia col nemico (Usa o Giappone) secondo voi, avrebbero vissuti qualche giorno o fucilati dietro una caserma e manco, dopo l’arresto, deportati nel poligono militare di Capo Marrangiu (piano” Sole”) Così con la Grande Balena in panne calandosi le braghe la Dc, per colpa dei tanti Kompagnuzzi ” legittimati anche in Parlamento come segretario del Molotoviano Baffino alias D’Alema” voilà SMEmorati s’inoltrarono nelle Istituzioni con una Consulta sbilanciata, Anm ( Md “che appena finiscono il mandato li rivedi su scranno in Parlamento, chi ospita in fogne a cielo aperto a Tor di Quinto nominati Cavaliere, mentre il padre dei Comunisti eletto al Quirinale per negligenza o studio scientifica di sabotare le istituzioni che col 38% dei voti non s’è degnato di fare le riforme per ammodernare l’Italia, ma eletto Prodi Leggina ad hoc sul Finanziamento illecito ai Partiti per non finire nei guai! Ecco sbanderare Valori, Patriottismo ma Giustizialismo, senza nemmeno requisiti Patriottici nomire senatori a vita, solo per contabilità di un Governo capestro con Traditori sotto mille bandiere con pronto sostegno da cloache de L’Unità, Md, parte del Corsera M5stalle, Chiesa, Express Media di De benedetti et voilà il giogo è pronto al Popolo Italiano unite ad un Regno indegno di “ Re George Marx I-II “ alla faccia che l’Art. 1 della carta divenuta 50 piani di morbidezza dimenticando che l’Italia è una Repubblica Parlamentare. Così come Craxi e Gesù in croce per Silvio riservata una dolce morte Politica con sentenze degne del Baffone che Volpedo ha sbarbato!

 

http://archiviostorico.corriere.it/2003/giugno/17/Piano_Solo_vero_golpe_Lorenzo_co_0_030617056.shtml

 

http://www.ilgiornale.it/news/interni/quando-sinistra-difendeva-i-picchiatoriscontri-alluniversit-948059.html

 

Vicende giudiziarie

Alla fine degli anni novanta, Jannuzzi fu inquisito per alcuni articoli, pubblicati negli anni ottanta e novanta sul Giornale di Napoli, in cui espresse numerose critiche alla magistratura napoletana riguardanti il caso di Enzo Tortora, vittima di un gravissimo errore giudiziario. Jan­nuzzi, direttore del quotidiano, criticò l’im­pianto delle accuse e la gestione dei pentiti.

 

Nel 2001 Jannuzzi accettò la candidatura al Senato da parte di Forza Italia: la leadership del partito gli offrì il seggio come “scudo” nei confronti delle azioni civili e dei procedimenti penali scaturiti a seguito della sua campagna giornalistica. La revisione costituzionale del 1993, in realtà, aveva reso assai più difficile questo tipo di operazione e – a differenza di quanto efficacemente garantitogli da Nenni con la candidatura al Senato nel 1968 – la soppressione dell’autorizzazione a procedere non mise fine ai procedimenti giudiziari riguardanti i suoi “reati di opinione”. In Parlamento il giornalista si batté sia per evitare il carcere, sia perché fosse modificata la legge fascista che prevede la detenzio­ne per i giornalisti riconosciuti colpevoli di diffamazione.

 

Nel 2002 il giornalista fu condannato in via definitiva a due anni, cinque mesi e dieci giorni di reclusione per diffamazione a mezzo stampa. Le accuse di Jannuzzi ai magistrati che avevano incarcerato Tortora sulla base di prove poi risultate inconsistenti vennero ritenute diffamatorie perché i togati coinvolti nello scandalo non sono mai stati sottoposti ad alcuna inchiesta atta ad accertarne le effettive responsabilità.

 

Successivamente fu emesso un ordine di carcerazione da parte del Tribunale di sorveglianza di Napoli. Dovettero in­tervenire Palazzo Mada­ma e la Farnesina per fare valere lo “status internazio­nale” del senatore (Jannuzzi era componente del Consiglio d’Europa) e l’immuni­tà assoluta dalla giurisdizione di cui godeva grazie a incarichi diplo­matici. L’esecuzione della pena fu sospesa per due anni e l’ordine di carcerazione re­vocato.

 

Due anni dopo (giugno 2004) Jannuzzi fu costretto a scontare la pena, trasformata in detenzione domiciliare dal tribunale di sorveglianza di Milano: il senatore poteva uscire di casa dalle 8 alle 19 per gli obblighi parlamentari; gli era vietato di lasciare l’Italia senza autorizzazione del giu­dice.

 

La possibilità che si aprissero per Jannuzzi le porte del carcere rimaneva reale poiché è prevista per legge al superamento del limite dei tre anni nel cumulo delle condanne penali. Di fronte alla prospettiva che un Senatore della Repubblica venisse recluso per un reato di opinione, il 16 febbraio 2005 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi firmò un provvedimento di grazia a favore di Jannuzzi.

 

Nel 2006 Jannuzzi fu eletto nuovamente al Senato. La legislatura è terminata nel 2008. Il Popolo della Libertà non lo ha ricandidato alle successive elezioni e Jannuzzi è tornato al lavoro di giornalista; tuttavia, per le opinioni espresse durante i due mandati parlamentari (2001-2008), il Senato ha continuato a riconoscergli il privilegio dell’insindacabilità, difendendolo dinanzi alla Corte costituzionale con il ricorso ad avvocati del libero foro[3].

Campagne giornalistiche contro i giudici di Palermo [modifica sorgente]

È autore del libro Il processo del secolo. Come e perché è stato assolto Andreotti, in cui sostiene che sia stata sancita l’innocenza di Giulio Andreotti nel processo che lo ha visto imputato per mafia, finito con la prescrizione del reato accertato fino al 1980, e l’assoluzione per i fatti contestatigli successivamente a tale data

 

È risultato oggetto di discussione nelle intercettazioni della Procura di Palermo, nei primi mesi del 2001. Il giornalista Marco Travaglio in un suo libro scrive che il boss Giuseppe Guttadauro, parlando nella propria abitazione con l’amico mafioso Salvatore Aragona, stava organizzando una campagna stampa a favore dei colleghi detenuti; quest’ultimo gli avrebbe segnalato Giuliano Ferrara e lo stesso Lino Jannuzzi che «Ha scritto un libro contro Caselli e un libro pure su Andreotti ed in è in intimissimi rapporti con Dell’Utri», al che Guttadauro avrebbe risposto «Jannuzzi buono è!».Campagne giornalistiche contro i giudici di Milano [modifica sorgente]

Lino Jannuzzi

 

Jannuzzi è al centro di un caso nazionale da quando, sul numero del 20 dicembre 2001 (uscito in edicola il 13 dicembre) di Panorama comparve un suo articolo[6] in cui descrisse un presunto complotto ai danni di Silvio Berlusconi. Il 14 dicembre la storia venne ripetuta in un suo articolo sul Giornale[7]. Jannuzzi sosteneva che nella settimana precedente ci fosse stato in un albergo di Lugano un summit segreto fra:Ilda Boccassini, PM in un processo a carico di Cesare Previti e Silvio Berlusconi; Estratto da:http://it.wikipedia.org/wiki/Lino_Jannuzzi

http://it.wikipedia.org/wiki/Walter_Tobagi

 

 

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