Alessandro Sallusti contro Massimo D’Alema:”Ecco tutti i suoi scheletri nell’armadio”-Libero Quotidiano

Alessandro Sallusti contro Massimo D’Alema:”Ecco tutti i suoi scheletri nell’armadio”-Libero Quotidiano.

Meglio di Silvio d’er “figlio del Pci?”Quanto onesta pare o il ragazzo che lanciava le Molotov? Certo in nome del Comunismo ed amigos di Hamas, perché eletti? Ma per Berlusconi non valgono 10 mln di voti, senza Mitra Kalashnikov alla schiena? Lacrime di coccodrillo dello SMEmorato Marximo D’Alema che nel ’95, rimase coinvolto nella cosiddetta Affittopoli, promossa da Il Giornale, secondo la quale Enti Pubblici, davano in locazione a VIP appartamenti ad Equo Canone. D’Alema decise di lasciare l’appartamento, giustificazione ridicola: versava ½ stipendio al Pci ch’era di circa 12 milioni di Lire il mese, ma il salario che percepivano alla Fiat Cipputi&Son, zoccolo duro del Pci non era da morto di fame? In poche parole, l’immobile in questione per 146 m² in zona Porta Portese, Marximo pagava un Equo Canone pari a 1.060.000 lire rivalutato secondo l’ISTAT a circa 780 euro. Che dire degli episodi di Illeciti Finanziari, e cioè la corresponsione di un contributo di 20 milioni in favore del Pci, ha trovato sostanziale conferma, reato è risultato già prescritto all’inizio delle indagini. Secondo voi un pescatore riuscirebbe a comprarsi una nuova barca come l’Ikarus lunga 18 metri pagata la metà del prezzo preventivato: i cantieri “Stella Polare ” di Fiumicino, gliel’avrebbero regalata come promozione pubblicitaria? Secondo voi, un contadino come me, potrebbe piantare un vigneto d.o.c. Nuovo terreno con pensioncina come Marximo? Insomma, cchisto D’Alema meglio di Silvio che da da mangiare oltre 80.000 famiglie, arricchendo molti artisti di Sinistra o dire che i titoli s’è li ha conquistati sul campo, pagando quasi un Miliardo di euro l’anno all’Erario; stesso paragone vale per chicchessia in Politica compreso “ Sir George ” che secondo Grillo merita l’impeachment? Accludiamo pure la Sanitopoli Baringate, senza dimentica cosa sarebbe accaduto, se Prodi non avesse approntata la Leggina sui Finanziamenti illeciti, di fatto si salvarono molti di questi onesti e incensurati “ Onorevoli” e non del PCI-Pds- Ulivo e in Tangentopoli applicato, La Legge è uguale per tutti?

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1995/07/23/il-ragazzo-che-lanciava-le-molotov.html

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/15/berlusconi-dalema-i-meno-ricchi-e-meno-potenti-vanno-in-prigione/953062/

 

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Alessandro Sallusti e Massimo D'Alema

Dopo la decisione di affidare Silvio Berlusconi ai servizi sociali,Massimo D’Alema ha mostrato tutto il suo disappunto, commentando così: “Normali cittadini vanno in prigione per reati minori“. Baffino, insomma, sognava un Cavaliere in cella. Una frase che ha fatto discutere e infuriare Forza Italia. E una dura risposta a D’Alema è arrivata da il direttore de Il Giornale, Alessandro Sallusti, che in un editoriale si rivolge all’ex premier, ricordandogli in primis che “onestamente non conosco casi di normali cittadini che all’alba degli 80 anni scontano nove mesi di condanna chiusi in carcere”.

Chi non paga – Poi Sallusti alza il tiro: “Ma, ignoranza a parte, chiedo a D’Alema: un ‘normale cittadino’ che incastrato dai magistrati ammette di aver incassato e girato al partito una tangente da 20 milioni di lire deve restare a piede libero?”. Il riferimento è alla mazzetta presa nel 1985, un reato “più che provato” che finì in prescrizione. “Già – continua Sallusti -, perché D’Alema non ha pagato il conto, né giudiziario né politico (è addirittura diventato primo ministro). Il direttore continua nel suo attacco: “Lui stesso (D’Alema) da sempre non si tratta da ‘normale cittadino’, prova ne è il caso diAffittopoli: casa di lusso ad affitto ridicolo da ente pubblico, alla faccia dei poveri cristi ‘normali cittadini'”.

E l’Ingegnere… – Scheletro dopo scheletro, Sallusti arriva fino a far saltare fuori dall’armadio Filippo Penati, l’ex presidente della Provincia di Milano: “Colpisce poi che il rigore morale di D’Alema non sia emerso con forza quando il compagno Penati (…) venne beccato aintascare mazzette”. “Penati l’ha sfangata: niente cella, niente condanna. Altra prescrizione nel silenzio di D’Alema”. Ultimo, ma non ultimo, il riferimento a Carlo De Benedetti. “Nel 1993 – ricorda Sallusti – ammise di aver pagato 10 miliardi di lire in tangenti a partiti e funzionari per ottenere dallo Stato un appalto per la sua azienda, la Olivetti. Roba da prigione – sottolinea il direttore de Il Giornale -, per chiunque. Finì con un’ora, dicasi un’ora, di fermo in carcere e una assoluzione per prescrizione”. Dunque, la conclusione. “Ha ragione D’Alema. Non tutti i cittadini sono uguali. Soprattutto se si chiamano Silvio Berlusconi: 43 processi in 18 anni sono davvero un trattamento eccezionale”.

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