Spese folli,la grande abbuffata delle Regioni.Indagini in tre su quattro-Il Fatto Quotidiano:”Mani Pulite”che fa Pena-ti?

Spese folli, la grande abbuffata delle Regioni. Indagini in tre su quattro – Il Fatto Quotidiano.

 

Dal Pci al Pd con Feste de l’Unità sotto le Querce ed Ulivi alla faste spese beccati dal Pm?

Come ho sempre sostenuto che anche un somaro/a (anche) mamma di latte, è capace di Amministrare cosìì l’Italia: Re Giorgio I II Marx silura Berlusconi a cui gli negava di emanare DL sulla fiducia, ma per Monti 51 e altri Letta e Renzi ok? Secondo voi, questi tre Governi non hanno peggiorato l’Economia Italiana? Ricordate quei manifesti e tatzebao con gigantografia di Berlinguer con lo slogan “ Mani Pulite “ del Pci divenuto leggenda: erano affissi ovunque, hanno marciato per 20 anni con le Bandiere Rosse alla riscossa o alla riscossione dell’obolo della roba d’autri, infiltrandosi in tutte le Istituzioni come er Topo ch’era da scartare? SMEmo dell’affaire la tangentopoli delle “ Mani Pulite ” ora dopo aver portato l’Italia nel barato sono i nuovi padroni d’Italia e cacchio caccio vanno verso il Quirinale, senza essere eletti dal Popolo larga ai giovani: questa è Democrazia, ove la Cast&Costituzione è intoccabile dopo 50 anni?

http://vincenzoaliasilcontadino.blogspot.it/2014/09/pd-emilia-romagnacaos-primarie-graziano.html

http://www.ilgiornale.it/news/interni/quellabbraccio-pci-e-md-che-fece-scattare-mani-pulite-971544.html

http://www.qelsi.it/2014/lamnistia-che-salvo-il-pci-da-mani-pulite/

https://vincenzoaliasilcontadino.wordpress.com/2014/09/10/le-toghe-in-rivolta-per-i-loro-privilegi-libero-quotidiano-la-legge-e-uguale-per-tutti/

http://vincenzoaliasilcontadino.blogspot.it/2014/09/anmriforma-della-giustizia-deludente-e.html

http://www.qelsi.it/2014/lamnistia-che-salvo-il-pci-da-mani-pulite/

 

Quell’abbraccio tra Pci e Md che fece scattare Mani pulite, mentre Craxi e Berlusconi capo espiatori ove la magistratura s’è comportato peggio…I NUOVI PADRONI D’ITALIA ,MENTRE IL POPOLO SOFFRE…..dopo aver portato l’Italia nel barato sono i nuovi padroni d’Italia e cacchio caccio vanno verso il Quirinale, senza essere eletti dal Popolo larga ai giovani: questa è Democrazia ove la Carta è intoccabile dopo 50 anni?

http://hurricane_53.ilcannocchiale.it/?TAG=romano%20prodi

I NUOVI PADRONI D’ITALIA verso il quirinale senza essere eletti dal popolo larga ai giovani?

Magistratura democratica pianificò l’alleanza col Pds sul giustizialismo per ridare smalto alle toghe e offrire agli eredi del Pci il ruolo di moralizzatore contro la corruzione in Italia

 
 

La piattaforma politico-programmatica elaborata per la nuova Magistratura democratica poteva convincere ed attirare buona parte dei giovani magistrati, cresciuti politicamente e culturalmente nel crogiolo sessantottino.

 

Ma bisognava fornire a Md una base giuridica teorica che potesse essere accettata dal mondo accademico e da una parte consistente della magistratura.

Ancora una volta fu la genialità di Luigi Ferrajoli a trovare una risposta: «La giurisprudenza alternativa (…) è diretta ad aprire e legittimare (…) nuovi e più ampi spazi alle lotte delle masse in vista di nuovi e alternativi assetti di potere (…). Una formula che configura il giudice come mediatore dei conflitti in funzione di una pace sociale sempre meglio adeguata alle necessità della società capitalistica in trasformazione». 
In qualunque democrazia matura la prospettiva tracciata da Ferrajoli non avrebbe suscitato altro che una normale discussione accademica tra addetti ai lavori: ma la verità dirompente era tutta italiana. Celato da slogan pseudorivoluzionari, il dibattito nel corpo giudiziario ad opera di Md negli anni ’70 e ’80 presentava questo tema fondamentale: a chi spetta assicurare ai cittadini nuovi fondamentali diritti privati e sociali? Al potere politico (e di quale colore) attraverso l’emanazione di norme (almeno all’apparenza) generali ed astratte, o all’ordine giudiziario con la propria giurisprudenza «alternativa»? Un dubbio devastante cominciò a infiltrarsi tra i magistrati di Md. Se la magistratura (o almeno la sua parte «democratica») era una componente organica del movimento di classe e delle lotte proletarie, allora da dove proveniva la legittimazione dei giudici a «fare giustizia»? Dallo Stato (come era quasi sempre accaduto), che li aveva assunti previo concorso e li pagava non certo perché sovvertissero l’ordine sociale? Dal popolo sovrano? Da un partito?

Quelli furono anni tragici per l’Italia. Tutte le migliori energie della magistratura furono indirizzate a combattere i movimenti eversivi che avevano scelto la lotta armata e la sfida violenta allo Stato borghese: i giudici «democratici» pagarono un prezzo elevato, l’ala sinistra della corrente di Md rimase isolata mentre l’ala filo-Pci di Md mantenne un basso profilo. Dell’onore postumo legato al pesante prezzo di sangue pagato dai giudici per mano brigatista beneficiarono indistintamente tutte le correnti dell’ordine giudiziario, compresa Md e la magistratura utilizzò questo vernissage per rifarsi un look socialmente accettabile. Solo la frazione di estrema sinistra di Md ne fu tagliata fuori, e questo determinò – alla lunga – la sua estinzione. Alcuni furono – per così dire – «epurati»; a molti altri fu garantito un cursus honorum di tutto rispetto, che fu pagato per molti anni a venire (Europarlamento, Parlamento nazionale, cariche prestigiose per chi si dimetteva, carriere brillanti e fulminee per altri). Quelli che non si rassegnarono furono di fatto costretti al silenzio e poi «suicidati» come Michele Coiro, già procuratore della Repubblica di Roma, colpito il 22 giugno 1997 da infarto mortale, dopo essere stato allontanato dal suo ruolo (promoveatur ut amoveatur) dal Csm.

L’ala filo Pci/Pds di Md, vittoriosa all’interno della corrente, non era né poteva diventare un partito, in quanto parte della burocrazia statale. Cercava comunque alleati per almeno due ragioni: difendere e rivalutare un patrimonio di elaborazione teorica passato quasi indenne attraverso il terrorismo di estrema sinistra e la lotta armata e garantire all’intera «ultracasta» dei magistrati gli stessi privilegi (economici e di status) acquisiti nel passato, pericolosamente messi in discussione fin dai primi anni ’90. Questo secondo aspetto avrebbe di sicuro assicurato alla «nuova» Md l’egemonia (se non numerica certo culturale) sull’intera magistratura associata: l’intesa andava dunque trovata sul terreno politico, rivitalizzando le parole d’ordine dell’autonomia e indipendenza della magistratura, rivendicando il controllo di legalità su una certa politica e proclamando l’inscindibilità tra le funzioni di giudice e pubblico ministero.
Non ci volle molto ad individuare i partiti «nemici» e quelli potenzialmente interessati ad un’alleanza di reciproca utilità. Alla fine degli anni ’80 il Pci sprofondò in una gravissima crisi di identità per gli eventi che avevano colpito il regime comunista dell’Urss. Non sarebbe stato sufficiente un cambiamento di look: era indispensabile un’alleanza di interessi fondata sul giustizialismo, che esercitava grande fascino tra i cittadini, in quanto forniva loro l’illusione di una sorta di Nemesi storica contro le classi dirigenti nazionali, che avevano dato pessima prova di sé sotto tutti i punti di vista.
La rivincita dei buoni contro i cattivi, finalmente, per di più in forme perfettamente legali e sotto l’egida dei «duri e puri» magistrati, che si limitavano a svolgere il proprio lavoro «in nome del popolo». Pochi compresero che sotto l’adempimento di un mero dovere professionale poteva nascondersi un nuovo Torquemada.

Il Pci/Pds uscì quasi indenne dagli attacchi «dimostrativi» (tali alla fine si rivelarono) della magistratura che furono inseriti nell’enorme calderone noto come Mani Pulite: d’altronde il «vero» nemico era già perfettamente inquadrato nel mirino: Bettino Craxi. Chi scrive non è ovviamente in grado di dire come, quando e ad opera di chi la trattativa si sviluppò: ma essa è nei fatti, ed è dimostrata dal perfetto incastrarsi (perfino temporale) dei due interessi convergenti. Naturalmente esistono alleanze che si costituiscono tacitamente, secondo il principio che «il nemico del mio nemico è mio amico», e non c’è bisogno di clausole sottoscritte per consacrarle.

Sergio D’Angelo
Ex giudice di Magistratura democratica

http://www.ilgiornale.it/news/interni/quellabbraccio-pci-e-md-che-fece-scattare-mani-pulite-971544.html

L’amnistia che salvò il PCI da Mani Pulite

 

image“Una mente raffinatissima ha fatto sì che nell’89 si votasse alla Camera un’amnistia che ha costituito l’argine, direi lo spartiacque della legalità. Chi ha preso soldi prima dell’89 ha le mani pulite, chi li ha presi dopo l’89 – nel ’90, ’92, ’93 – no”. Quando Silvio Berlusconi pronunciò questo duro j’accuse era il 9 novembre 1999, decennale della caduta del muro di Berlino. Le leggi ad personam ancora non esistevano, la sinistra governava già da tre anni e mezzo e a Palazzo Chigi l’ex comunista D’Alema aveva da qualche tempo rimpiazzato il mite Romano Prodi.

E non fu certo un caso che, ripercorrendo la storia travagliata del comunismo, del suo fallimento, dei suoi crimini, Berlusconi mise il dito in una piaga ancora allora dolente per la classe dirigente post-comunista.

Quelle parole ovviamente scatenarono la dura reazione della gauche italiana, che non gradì di certo che la verità venisse resa pubblica in maniera così cruda e spietata. Tuttavia la legge numero 73 del 1990, intitolata “Delega al Presidente della Repubblica per la concessione di amnistia”, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale l’11 aprile del 1990, parla chiaro sull’ultima amnistia approvata dal legislatore italiano prima dell’ondata moralistica scatenata da Tangentopoli.

Nel novembre dell’89, con la firma dell’allora Ministro Guardasigilli Vassalli e il sostegno di tantissimi parlamentari del cosìddetto pentapartito, in quel momento al governo del paese, partì l’iter parlamentare di una proposta di legge che in appena sei mesi (nell’aprile 1990) venne approvata anche con il voto inusuale del Pci, allora all’opposizione.

Così i reati commessi fino al 24 ottobre 1989 vennero cancellati con un colpo di spugna, rendendo vano il lavoro di molte Procure, che da mesi si erano attivate per svelare la fitta rete di tangenti e corruttele. Compresi, ovviamente, i finanziamenti esteri illeciti percepiti dal PCI per oltre cinquant’anni, provenienti dal PCUS, il partito Comunista sovietico. Proprio nel 1989, la Procura di Roma stava svolgendo indagini che naturalmente, a seguito dell’approvazione di quella legge, si interruppero. Un caso, se pensiamo che fu lo stesso PCI a chiarire successivamente di aver percepito contributi dall’Urss fino al 1989.

Fu così che, parafrasando Berlusconi, il Partito Comunista, si poté presentare davanti a tutti come il partito delle mani pulite. Perché “se non si fossero aperti gli archivi moscoviti del KGB, avremmo potuto credere che quel partito fosse davvero il partito della mani pulite e non invece quello, come è in realtà, delle mani sporche. Mani sporche di rubli che grondano il sangue del totalitarismo sovietico”.

Riproduzione riservata – ©2014 Qelsi Quotidiano
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