Quirinale:“Il Premier abbiamo noi numeri” Sì per il Circo Marx? ma nell’ultimo anno, la povertà nel Lametino è aumentata del 208%?

Quirinale: “Il Premier abbiamo noi numeri” Sì per il Circo Marx? ma nell’ultimo anno, la povertà nel Lametino è aumentata del 208%?

Quirinale: “Il Premier abbiam noi numeri” Sì per il Circo Marx?

C’era una volta il Parlamento che dal ’48 si producevano Ave Marie con l’ex Dc, dagli anni piombo per troppo potere all’Anm, l’Md controlla il potere CSM o così o Pomì et voilà pure e il Parlamento! Così arriva “ Tangentopoli ” e il suo “ tintinnio di schiavetti ” ma non furono lavati i calzini che persino i carcerieri sentivano il puzzone: malpagati, ccheskì percepiscono un salario come quei coglioncelli di Cipputi&Son zoccolo duro del PCI che votano Pd, mentre agli “ Onorevoli€Magistrati ” lauto stipendio, vitalizio, auto blu e persino da pensionati o deceduti l’autisti e privilegi! Ovvio, accludeteci i Sindacalisti con Leggi a hoc, privilegiati nei concorsi pilotati€scranno, se trombati gannito la Presidenza di un Ente Pubblico, tanto paga Pantalone! Così il classico leader “ Uno e centomila ” come nelle fiction che secondo Legge di “Sir George Marx I II ” capisci che Monti, Letta e Renzi non sono figli di “ Vincenzo m’è padre a me ” ma di Collodi, salvo che non sono “ Onorevoli poiché sicuramente fratelli di Virna che “ con quella bocca puoi dire ciò che vuoi!”

http://vincenzoaliasilcontadino.blogspot.it/2014/12/quirinaleil-premier-abbiamo-noi-numeri.html

http://www.ilgiornale.it/news/politica/sei-indizi-sono-pi-prova-e-napolitano-che-dice-golpe-1067427.html

http://www.ilgiornale.it/news/interni/lampedusa-lager-delle-coop-rosse-977174.html

http://www.lamezialive.it/rapporto-caritas-nellultimo-anno-la-poverta-nel-lametino-e-aumentata-del-208/

http://www.beppegrillo.it/2014/09/poliziotti_italiani_in_fila_alla_caritas_per_un_pezzo_di_pane.html

http://www.ilsecoloxix.it/p/italia/2014/10/29/ARjvMQPC-napolitano_ammissione_colpevolezza.shtml

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circo MARX

NAPOLITANO E L'UNGHERIA4c223-6a00d83451654569e2017ee3e47901970d-250wi084a3-regiorgio1f629-1238728_683604324996436_248471847_nroma capitale mafiosac939d-giulianoamato

http://www.piovegovernoladro.info/2014/06/28/cibo-spazzatura-perche-non-piace-clandestini/

tv.liberoquotidiano.it/…/Scalfaro-e-quel–Ionon.html

Passerà alla storia come quello del “Io non ci sto“, una durissima reazione alle … il presidente della …

http://www.repubblica.it/politica/2014/10/28/news/stato-mafia_giudici_da_napolitano_quirinale_blindato-99172870/

ANDREOTTI

“QUESTO SILENZIO DELLE ISTITUZIONI SUI CONTATTI CON NOI PICCCIOTTI, MI RICORDA LA NOSTRA OMERTA’”

Rapporto Caritas: Nell’ultimo anno, la povertà nel Lametino è aumentata del 208%

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, 23 dicembre 2014 / 115 0 commenti
Rapporto Caritas: Nell’ultimo anno, la povertà nel Lametino è aumentata del 208%

Tra il 2013 e il 2014 sono aumentate del 208% le persone che si sono rivolte ai centri di aiuto della Caritas Diocesana di Lamezia Terme, un dato determinato sia da un accresciuto impoverimento delle famiglie lametine sia da una presenza più capillare della Caritas sul territorio diocesano, con la nascita di un nuovo punto di ascolto nella zona di Sant’Eufemia.

I “poveri lametini” sono soprattutto giovani: in oltre il 50% dei casi hanno tra i 25 e i 44 anni, sono disoccupati in cerca di nuova occupazione che si rivolgono alle strutture dell’organismo diocesano per richiedere prevalentemente sussidi economici, beni e servizi materiali e lavoro. Questi alcuni dei dati del Rapporto della Caritas Diocesana di Lamezia presentati questa mattina nel corso di una conferenza stampa. Dal report, emerge un incremento del numero di persone che hanno chiesto aiuto alla Caritas lametina nell’ultimo anno con una continuità rispetto al 2013 nelle motivazioni e nell’oggetto delle richieste: problemi relativi al lavoro, disoccupazione, impoverimento, richiesta di beni alimentari. La prevalenza del target giovanile è evidente in tutti e tre i centri presi in esame dal rapporto.

Per quanto riguarda la nazionalità, oltre il 70% degli utenti del centro di ascolto diocesano sono italiani; estendendo l’analisi agli altri due centri, gli italiani sono complessivamente solo il 27,73%, dato dovuto dal fatto che i servizi speciali quali il Centro Interculturale “Insieme” e “Le Querce di Mamre” accolgono e ascoltano prevalentemente persone immigrate. Aiuto nelle pratiche per permessi di soggiorno e altri adempimenti burocratici, lavoro, sussidi economici e beni e servizi materiali: queste le principali richieste dei migranti che si sono rivolti al centro “Insieme” tra i quali prevalgono quelli di nazionalità marocchina, per oltre il 40%.

Per quanto riguarda la casa di accoglienza “Le Querce di Mamre”, attivo da maggio 2014 a Sant’Eufemia, sono quasi 100 le persone senza fissa dimora ospitate fino ad oggi nella struttura di Via Minerva, in prevalenza italiani e somali. 31.855 i pasti serviti alla mensa diocesana nel 2014 e 120 aiuti mensili giungono alle famiglie dall’Emporio della Solidarietà gestito dal Masci con il contributo della Caritas Diocesana. Commentando i dati relativi al 2014, il direttore della Caritas Diocesana P. Valerio Di Trapani ha evidenziato come “il report 2014 ci descrive la povertà nella nostra città come un fenomeno essenzialmente giovanile mentre è quasi nulla l’incidenza delle persone anziane tra i fruitori dei servizi Caritas. Oggi gli anziani sono percepiti come coloro che, in molti casi, sostengono il reddito dei giovani e non viceversa. È opportuno considerare questo fenomeno come uno dei segnali del fallimento del modello di welfare in Italia oltre al dato che maggiore è il numero dei componenti il nucleo familiare, maggiore sarà la probabilità di entrare nel vortice della povertà”.

Per quanto riguarda il dato relativo alle persone immigrate, Di Trapani evidenzia come “in numero sempre maggiore gli immigrati si rivolgono ai servizi Caritas per avere assistenza nell’ottenere il permesso di soggiorno e altre pratiche burocratiche e per imparare la lingua italiana, segnale di una domanda di integrazione che spesso non viene percepita”. Il sacerdote ha sottolineato inoltre “la crescita del problema abitativo tra le famiglie della nostra città” e ha sollecitato a “pensare ai poveri della nostra città come giovani che si vedono precluse opportunità lavorative, famiglie che non riescono a portare uno stipendio a casa o a mettere in una sola giornata il pranzo e la cena sulla tavola”.
Come Caritas – ha concluso Di Trapani – “sentiamo che la nostra missione non è solo stare accanto ai poveri, ma migliorare le loro condizioni di vita, incidere sulle dinamiche sociali del territorio. La scommessa della nostra chiesa diocesana è di sconfiggere la povertà mettendoci insieme, facendo comunità, creando sinergia tra tutti i soggetti presenti sul territorio. Superare la logica dell’assistenzialismo e della redistribuzione per costruire un modello di welfare generativo e partecipativo” è la sollecitazione di Don Giacomo Panizza che ha posto l’accento su “gli oltre 3 milioni di incapienti presenti nel Sud Italia” e sulla necessità per il governo “di far applicare in ogni regione un piano di contrasto alla povertà”.

In alcune giornate la nostra mensa arriva ad offrire oltre 100 pasti a persone in condizioni di grave povertà. Oltre al generoso contributo dei tanti volontari e dei ragazzi delle scuole, è importante che anche gli esercizi commerciali della città e del comprensorio, ciascuno almeno una volta al mese, ci aiutino affinché ci sentiamo tutti responsabili come comunità verso i più poveri

Ha detto il responsabile della mensa diocesana Don Claudio Piccolo Longo annunciando che domani sera, vigilia del Santo Natale, saranno inviati 500 pasti alle famiglie lametine e il pranzo di domani sarà preparato dalla delegazione lametina dell’Associazione Cuochi della Provincia di Catanzaro insieme agli studenti dell’ Istituto “Einaudi”.
“Lamezia è una città con una forte spinta solidale e non va in alcun modo veicolato il messaggio falso secondo cui si privilegiano alcune categorie a discapito di altri” ha affermato il Sindaco Gianni Speranza, presente insieme all’assessore alle politiche sociali Gianni Gallo, che ha evidenziato la positiva collaborazione tra l’amministrazione comunale e la caritas lametina nella lotta alle povertà e al disagio sociale.

http://www.ilgiornale.it/news/politica/sei-indizi-sono-pi-prova-e-napolitano-che-dice-golpe-1067427.html

Sei indizi sono più di una prova. E Napolitano che dice del golpe?

Ormai nessuno mette più dubbio che a far cadere il governo Berlusconi sia stata una congiura internazionale

Che sia stato un complotto ormai non vi sono più dubbi. E pensare che nell’autunno 2011 chi scriveva o affermava pubblicamente che la caduta del governo Berlusconi fosse frutto di una congiura orchestrata all’estero era considerato un folle in preda al delirio.

Tre anni dopo, tutti quei deliri si sono magicamente trasformati in verità inoppugnabili. È stato un complotto, anzi, un «colpo di stato» per abbattere Silvio Berlusconi, con il pieno appoggio del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

L’ultima testimonianza sulla congiura è arrivata dalle rivelazioni che il Financial Time s attribuisce dall’ex segretario del Tesoro americano Timothy Geithner, il quale rivela l’esistenza di un «patto» per disarcionare il premier italiano. Geithner era presente al fatidico vertice del G-20 a Cannes, il 3-4 novembre 2011, e descrive i tedeschi come «furibondi» con l’Italia. L’ex segretario Usa racconta che alcuni leader europei (Merkel e Sarkozy in primis ) invitarono l’America a non sostenere un prestito del Fmi all’Italia «se Berlusconi rimane primo ministro». «Era pazzesco, interessante – racconta Geithner – Dissi di no». Lo stesso presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso, conferma che a quel G-20 c’erano alcuni paesi che «volevano mettere l’Italia sotto il controllo del Fondo monetario». Ma neppure lui frenò il fronte Merkel-Sarkozy, anzi, a un ministro italiano disse che «era necessario staccare la spina a Berlusconi».

Lorenzo Bini Smaghi, ex membro del board della Bce, sostiene addirittura che la minaccia del Cavaliere di abbandonare la moneta unica generò «un clima di sfiducia». «Non è un caso che le dimissioni di Berlusconi siano avvenute dopo che l’ipotesi di uscita dall’euro era stata ventilata in colloqui privati con i governi degli altri Paesi». Ma su quel vertice di Cannes i racconti postumi sono numerosi, come quello dell’ex premier spagnolo Luis Zapatero, che parla di clima ostile nei confronti del governo italiano. Un’atmosfera esplosiva. «Nei corridoi si parlava di Mario Monti», rivela Zapatero.

A sostenere la tesi del piano ben congegnato è soprattutto il reporter americano Alan Friedman. Conversando con Monti, Friedman ricostruisce gli eventi del 2011. Alla domanda «lei non smentisce che, nel giugno-luglio 2011, il presidente della Repubblica le fatto capire o chiesto esplicitamente di essere disponibile?», l’ex premier replica: «Sì, mi ha dato segnali in quel senso». Quindi, il capo dello Stato allertò Monti addirittura cinque mesi prima che Berlusconi si dimettesse. «La discussione sul fatto che Napolitano sia andato oltre i suoi poteri costituzionali può essere lasciata agli storici», è stata la conclusione di Friedman.

Inevitabile il riesplodere delle polemiche, con Forza Italia furiosa dopo l’ennesima conferma del «golpe». «Crediamo di aver documentato sin dal 2011 il grande imbroglio che stava alla base di una strategia tesa a speculare sul debito sovrano del nostro paese e a cancellare la democrazia in Italia, costringendo Berlusconi alle dimissioni, sulla base dell’invenzione dello spread », afferma il presidente dei deputati azzurri Renato Brunetta.

«Aumentano di giorno in giorno le testimonianze e i riscontri oggettivi. Proprio per questo motivo, diventa sempre più urgente l’istituzione, da noi richiesta, di una Commissione parlamentare d’inchiesta», sottolinea Brunetta, il quale ora chiede risposte: «Il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, ha niente da dire? Ha niente da dire il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano?».

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